martedì 23 giugno 2015

La Longobarda attraversa il Rubicone!

Longobardi,
con immenso piacere scrivo le ultime pagelle prima dell’inizio dei playoff.
Il verdetto del campo, o meglio della differenza reti, ha deciso che la Longobarda si è classificata prima!
Guardando a quello che abbiamo fatto, molto, e a quello che dobbiamo ancora fare, ho ripensato a Giulio Cesare e a quel gennaio del 49 a.C. nei pressi del fiume Rubicone.
Il Rubicone segnava il confine tra le terre di Roma e la provincia della Gallia Cisalpina: a Cesare, dopo le vittorie durante le guerre galliche, era stato ordinato dal Senato (il potere) di congedare il suo esercito, abbandonare la Gallia Cisalpina (quindi scordarsi dei lunghi anni di combattimenti e di vittorie) e di recarsi a Roma come privato cittadino. Cesare però aveva intuito che dietro a questa richiesta di sottomissione si ardiva un complotto: da piccolo generale, mandato nelle Gallie per svernare e farsi le ossa, e magari lasciarci anche la pelle, aveva mostrato di possedete tutte le qualità del vero condottiero di Roma.
Poco valeva il tentativo di farlo fuori: Cesare poteva contare sull’estrema fedeltà del suo esercito. Era il generale romano che durante le battaglie aveva combattuto insieme a loro, era lui che davanti ai pericoli si era buttato per primo in mezzo alla mischia, era lui che aveva dato forza e onore ad un esercito di giovani leve. E ora aveva la loro completa fiducia, perché lì, nelle Gallie, i barbari combattevano come bestie, perché lì Vercitorige, comandante dei Galli, aveva dimostrato di poter sconfiggere l’esercito romano se, al comando di esso, fosse stato messo un soldatino qualsiasi. Ma proprio davanti a queste barbarie, a queste bestialità era nato tutto il genio militare e tattico del grande Giulio Cesare.
Al richiamo di Roma, Cesare rispose con l’attraversamento del fiume Rubicone insieme al suo esercito: come commenta Tito Livio, Cesare “Alla testa di cinquemila uomini e trecento cavalli mosse contro l’universo”. Da queste parole capiamo che Cesare varcò un punto di non ritorno.
La Longobarda ha fatto la stessa cosa: con l’inizio dei playoff ha varcato un punto di non ritorno. Non si può guardare indietro ma, un passo alla volta, bisogna guardare in avanti. Abbiamo lottato tanto in questi mesi come Cesare nelle Gallie, e le situazioni e i contesti in cui abbiamo combattuto non sono stati sempre semplici e pacifici. Ogni partita ha significato per l’esercito biancorosso una battaglia.
Cesare con un esercito di soli cinquemila uomini sfidò l’universo, e noi longobardi? Ci tireremo indietro proprio davanti alla conquista di Roma??? Prima di arrivare sotto le sue mura dovremo ancora combattere e soffrire ma sono sicuro che combatteremo e soffriremo come abbiamo sempre fatto. La partita contro il Muscolo Rosso ne è la prova lampante: 10 a 10! Un turbinio di vantaggi, svantaggi, recuperi, miracoli..un’emozione dopo l’altra!

Oggi più che mai ricordiamoci la nostra origine..SIAMO UNA PROVINCIALE!

A voi le pagelle:
-  Simy: poco aiutato dalla compagine difensiva che spesso lo lascia al suo destino. Nonostante questo difende la porta con tenacia e urla al mondo, tutti devono sentirlo, il suo amore per la Longobarda e soprattutto per gli attaccanti biancorossi che devono ricevere i suoi lanci. Subisce un brutto colpo sul petto ma, invece di farsi medicare dalla crocerossina Arianna, nonché la sua donna, si carica come un cacciabombardiere americano e il suo urlo diventa un autentico ruggito. In molti, tra i più romantici, si sono chiesti se quel colpo fosse stato scoccato dal dio dell’amore Eros? Il Simy però, ben poco avvezzo alle smancerie romantiche, sostiene che il colpo al cuore gliel’ha sferrato un pompiere.
SOLO AMORE,   7!

- Così: dirige la difesa con la solita maestria anche se il pranzo romantico a base di cinta senese e vin roscio si è fatto sentire. Il nostro presidente è apparso a tratti un pochino appesantito… Ma chi può biasimarlo? Se fosse stato agli ordini di Giulio Cesare avrebbe attraversato, insieme alla presidentessa, il Rubicone a cavallo del maialino di cinta senese.
BUONGUSTAIO,  7!

- Andrea: il legionario Andrea si è comportato bene nel poco tempo in cui è stato impiegato. Purtroppo era una battaglia per veterani, anche il buon Cesare richiamò al suo cospetto i veterani delle guerre contro i Parti. L’importante, come sempre, è la sua disponibilità a gettarsi nella mischia. Anche quando non gioca dà comunque il suo contributo in berci e gesti dalla panchina…Cesare ne sarebbe orgoglioso!
MEGAFONO,   7!

- Luca: veterano di mille battaglie e di mille assalti all’arma bianca; sbuca fuori dalle trincee biancorosse e si mette al galoppo per raggiungere il suo generale Giulio Cesare che, senza prima vederlo dietro alle colline del Griphus Stadium, non attraversa il fiume. Sferra molti colpi verso i suoi avversari, alcuni decisivi, altri un po’ meno.
VETERANO UMBRO,   8!

- Edu: anche lui, come Luca, richiamato in veste di veterano. La guida degli assedi a fortilizi nemici è il suo mestiere e ci ricorda moltissimo, per tattica e intelligenza, Giulio Cesare nell’assedio di Alesia. Assedio vincente, come vincente il dardo che scocca, a pochi minuti dalla fine, verso la porta avversaria che riporta in parità il match.
VETERANO ETRUSCO,  8,5!

- Lorenzo: il nostro bomber si conferma come il lanciatore numero 1 di dardi per i prossimi giochi olimpici. Le sue bombe fanno fischiare l’aria e vanno veloci come il vento, tanto che Cesare l’ha voluto con sé e richiamandolo dalla pensione anticipata in cui l’aveva mandato Roma.
AGENTE ATMOSFERICO,  8!

- Bicio: anche per lui pochi minuti di battaglia, ma comunque importanti per riportare a casa una prestazione più che sufficiente. Entra carico nel teatro di guerra in cui si sta consumando la tragedia e difende palla, gioca di sponda e si propone per i colpi decisivi. Offre la possibilità al veterano umbro di scoccare la picca decisiva. Grande cuore, forza e volontà!
FORZA DELLA NATURA,  7!

- Mister David: non facile la partita della Longobarda e quindi non facile la sua posizione di mister: sembra un laureato in matematica armato di cronometro e geometrie da far ritornare. Urla, gioisce e si infervora ad ogni gol longobardo. La sua presenza risulta sempre decisiva ai fini delle prestazioni della squadra. Un mister così nessuna squadra dell’azza cup ce l’ha!
ALAN TURING,  7,5!



Ringrazio il pubblico presente!!! Continuate ad avanzare insieme alla Longobarda e al suo esercito!



JUNTOS PODEMOS!





Il vostro Capitano!

martedì 16 giugno 2015

John Rambo Longobarda

Amici longobardi,

questa settimana vi narro la storia di John Rambo Longobarda.
Nasce in una periferia fascinosa - Madonna Alta - della ridente capitale del Regno, Perugia. I primi dolori vengono avvertiti verso le 19,30 quando i 5 gemelli si preparano ad uscire dal grembo del Griphus Stadium. I dolori aumenteranno pochi minuti dopo quando verranno alla luce 7 gemelli, invece che 5.
Gemelli perché tutti vestiti uguale e tutti provenienti dalla stessa scuola, la Longobarda!
Appena nati e già caricati di cotanta responsabilità, affrontare l'Immobiliare Filosofi.

I John Rambo Longobardi si comportano bene e si nota una certa intesa in campo, forse proveniente dalle loro precedenti battaglie nel grembo del Griphus Stadium.
La squadra, sin dal principio, macina gioco e giocate: i gemelli si cercano, comunicano, scambiano passaggi e calciano a rete verso il grande Remo.
Trovano spesso l'opposizione del numero 1 dell'Immobiliare che non retrocede di un centimetro davanti ai suoi avversari.
La partita però recita un solo copione, la John Rambo Longobarda!

Ringrazio l'Immobiliare e gli amici Remo, Michele e Saverio per la simpatia e per la sportività dimostrata dentro e fuori dal campo! Da qui parte l'annuncio per Remo: verremo a trovarti in assetto da mangiata sui monti!!!

Ricordiamoci che tanto abbiamo fatto ma ancora c'è tanto da fare, siamo UNA PROVINCIALE!

Vorrei inoltre salutare l'esordio del nostro amico Bicio!

Pagelle:

Simy: poco impegnato ma sempre attento e pronto a rilanciare per gli attaccanti longobardi. La svolta della sua prestazione però avviene al minuto 18 del secondo tempo: calcio d'angolo per la Longobarda. Con la sua solita delicatezza il Simy urla a gran voce verso colui che sta per battere il corner e supera la metà campo avversaria. Gli viene pennellato un passaggio perfetto per il suo piedone mancino ma calcia malamente in alto. Questi sono gli attimi nella vita in cui fischia nelle orecchie quella vocina "adesso gliel fo vede io de cosa so capace"..e poi.. palla alle stelle!!! Il Simy di corsa per tornare tra i pali risponde al capitano che, molto sportivamente gli aveva urlato "Simy sei antiestetico!", dicendo "aspettavo questo momento da 10 anni!". Allora onore a questo momento gattone e a tutti gli altri momenti epici che vorrai regalarci! Graffiante come un...
MUJAHIDEEN,    7!

Roberto: riesce a tenere in scacco l'intera Immobiliare grazie al suo addestramento e alle trappole da lui costruite proprio come John Rambo in Rambo 1, quando il suo omonimo tiene in scatto l'intera caserma della polizia. Si muove con abilità nei meandri del campo e carica a pallettoni il suo piedone come fosse un M - 60! Trafigge, dopo una grande azione penetrante tra i boschi del Griphus Stadium, l'incolpevole Remo e regala ai tifosi biancorossi il momentaneo pareggio.
RAMBO,  9!

Cosimo: il settimo gemello scoperto solo all'ultimo. Esce dal grembo e sembra già essere addestrato per la battaglia. Avrà visto anche lui, come gli altri gemelli, i film (tutta la serie di Rambo, tutti i film di Van Damme, Chuck Norris e Arnold Schwarzenegger) considerati basilari per una preparazione alle battaglie del Griphus Stadium!
Respinge gli attacchi avversari come una contraerea respingerebbe un plotone di caccia pronti a sganciare missili e si batte corpo a corpo come John Rambo in Birmania. Anche lui, come il suo omonimo, aiuta i suoi compagni elargendo assist e tanto spirito di sacrificio per la causa.
JOHN RAMBO,   9!

Luca: vedendolo giocare siamo giunti alla conclusione che forse, tra tutti i film proposti per il suo addestramento, Rambo II gli abbia lasciato una ferita indelebile. Forse sarà stata la sua immedesimazione con lo spirito di sacrificio e l'altruismo mostrato dal suo omonimo per salvare i suoi commilitoni o forse l'ambientazione vietnamita gli ha risvegliato vecchi ricordi di gite in riva al fiume ad assaporare l'aria freschina (che con questi caldi non guasta)..fatto sta che il nostro marines offre tutto quello che ha con sè: rapidità, intelligenza e gamba!
RAMBO II,   9!

Lorenzo: per lui tanta quantità e qualità. In lui si vede l'impronta di Rambo III. L'Afghanistan è roba sua: movimenti tattici per sfuggire all'avversario (gli è mancato solo quello sotto il carro armato come nel film), botte da orbi per guadagnare terreno, piroette per superare le linee nemiche e lanciarazzi al posto delle gambe (modello Javelin). Torna a casa con un bottino di soli 3 missili andati a segno, ma con la consapevolezza che sta imparando a giocare con la squadra e per la squadra.
RAMBO III,    9!


Bicio: modello Panzer tedesco della seconda guerra mondiale danza sul pallone e fornisce ai suoi compagni degli ottimo assist di prima intenzione. Uno rimarrà nella storia: si spinge con tutte le forze fino alla linea di fondocampo superando il difensore e il portiere avversario. Con la punta del piede riesce a mettere un pallone verso il centro aerea dove sta accorrendo il capitano longobardo che raccoglie l'invito a spingere, sarebbe bastato anche soffiare, l'assist del compagno.
Ottimo esordio: qualità, grinta e tanto cuore..e anche un gol!
PANZER,    9!



Mister David: ancora una volta dimostra che le sue scelte portano frutto. Dirige la squadra con esperienza e sicurezza e può essere orgoglioso di avere in squadra cosi tanti guerrieri pronti a tutto! Si rivolge ad ogni suo giocatore come il Col. Samuel Trautman si rivolge a Rambo, come un padre.
La sua panchina è confermata e confermato è anche il suo spirito longobardo! Sempre con il mister!
COL. SAMUEL TRAUTMAN,   10!





Un ringraziamento particolare alla nostra tifoseria che anche ieri sera è stata presente e ci ha incitato fino alla fine. Abbiamo scoperto di avere delle tifose pronte anche ad operare sugli spalti la nostra mascotte Afef per farla tornare più forte e bella di prima, tanto di cappello!!!
Grazie a Mèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèr, Chiara, Valentina, Arianna, Letizia, l'mi babbo!


JUNTOS PODEMOS!






Il vostro Capitano!


giovedì 4 giugno 2015

La Longobarda come Scipione l'Africano!



« Fermi ognuno al proprio posto, premendo con gli scudi, combattevano senza prendere il respiro e senza guardarsi indietro; [...] avevano come obiettivo l'estrema stanchezza o la notte. »




Amici longobardi,


dopo un mesetto di insuccessi le armate longobarde si sono riorganizzate e sono tornate a vincere sul campo di battaglia.
Un paio di settimane fa vi avevo narrato gli insuccessi longobardi paragonandoli alle sconfitte romane contro i cartaginesi di Annibale. Non vi avevo parlato però di un personaggio chiave nella riorganizzazione romana e conseguente vittoria: Scipione l'Africano.

Chi è Scipione l'Africano?

Scipione l'Africano è stato uno dei condottieri più completi della storia, oltre ad essere uno dei pochi a rimanere imbattuto sui campi di battaglia. Fu un grande comandante: inflessibile quando c'era da reprimere una sommossa, coraggioso fino all'incoscienza quando doveva spingere i suoi soldati a compiere un'impresa, astuto nell'esortare i suoi uomini a dare il massimo.
Le sue doti strategiche erano straordinarie: fin dall'inizio di una campagna assumeva l'iniziativa e costringeva l'avversario a condizioni di inferiorità e a combattere dove e quando voleva lui.
Scipione seppe trarre insegnamento dalle lezioni impartite da Annibale ai suoi predecessori romani al Ticino, sul lago Trasimeno e a Canne, realizzando manovre avvolgenti con azioni combinate tra cavalleria, fanteria pesante e leggera. Inoltre seppe innovare gli stessi schieramenti romani, troppo lenti e pesanti, ideando legioni romane più elastiche.
Ma la cosa più importante e per cui verrà ricordato è la sua vittoria contro Annibale a Zama, utilizzando pochi uomini, risorse e tempo.

Amici, ieri sera la Longobarda ha dimostrato di aver imparato dai suoi errori proprio come Scipione l'Africano e di scendere in campo con una carica nuova.
Si dice che a volte le sconfitte non vengono per nuocere ma per farci aprire gli occhi: ieri sera in campo si è rivista una Longobarda umile, aggressiva e concentrata che, nonostante è passata in svantaggio, ha saputo mantenere la calma e il pallino del gioco.
Le condizioni climatiche in cui si sono affrontati i due eserciti erano proibitive: caldo torrido e afa subsahariana.
Molte sono state le azioni che ancora oggi ricordo con estremo piacere, come se fossi un cronista-storico dell'antichità, per esempio Polibio, che ha visto con i propri occhi le fasi della battaglia ed è qui a raccontarle per le future generazioni.
L'esercito longobardo, senza nulla togliere a quello dei Black Manba, dopo un primo tempo equilibrato, ha combattuto un secondo tempo da applausi. Ha approfittato di alcuni errori difensivi, ha difeso blindatamente la propria porta ed è ripartito come un giaguaro in fase offensiva.

Anche le fasi della battaglia di Zama riescono a descrivere bene il match di ieri sera:
A Zama i due eserciti, romani e cartaginesi, abbiano entrambi dato il meglio di se stessi. Il comandante romano riuscì però a vanificare l'efficacia di tutte le truppe schierate dall'avversario, sia disponendo i propri uomini non a scacchiera, come si usava per chiudere tutti gli spazi, ma in colonna, sia sgominando in breve tempo le due ali di cavalleria nemica. In questo modo, nel primo caso creò dei corridoi dove confluirono le cariche degli elefanti di Annibale, nel secondo privò di copertura i fianchi della fanteria nemica. Da quel momento iniziò il corpo a corpo tra le prime schiere dei due eserciti e Scipione, atteso il ritorno della sua cavalleria dall'inseguimento dei rispettivi avversari, poté circondare i punici. Dopo aver sgominato le prime due schiere nemiche, Scipione utilizzò anche la sua terza linea per costituire un larghissimo schieramento e investire anche sui fianchi l'ultima schiera cartaginese, formata dai temibili veterani delle guerre italiche. Quando il suo luogotenente Lelio e il re numida Massinissa furono in grado di attaccare a loro volta le truppe di Annibale da tergo, la battaglia non ebbe più storia.

Longobardi, Zama insegna e ricorda molto bene i momenti decisivi della battaglia di ieri sera: un primo tempo con pochi errori da entrambe le parti, ma un secondo tempo in cui la Longobarda è riuscita ad aggirare le armate avversarie e a sferrare il colpo decisivo.

Un grazie agli amici del Black Manba è doveroso: hanno giocato una bella partita e non si sono risparmiati fino all'ultimo. Inoltre hanno mostrato molta correttezza in campo. Giocare così è sempre un piacere. Grazie!

Ricordiamoci che SIAMO UNA PROVINCIALE!


E adesso le pagelle:


- Simy: il guerriero posizionato da Scipione nella linea estrema di difesa longobarda si comporta egregiamente vanificando quasi tutti gli attacchi della compagine avversaria. Il secondo tempo per lui è caratterizzato dalla modalità testuggine: chiuso tra i pali sventaglia 4 assalti di sarissa inferti dai Black Manba. Uno di questi era un corpo a corpo: il rigore. Nel finale compie un doppio miracolo: prima buttandosi e respingendo un tiro alla sua sinistra e poi rialzandosi per deviare con la mano di richiamo la seguente ribattuta. A Zama sarebbe stato uno dei protagonisti, soprattutto sulla fase decisiva della battaglia e, una volta tornato a Roma, sarebbe stato accolto come un eroe e festeggiato con banchetti a base di abbacchio e vin roscio!
Re Numida MASSINISSA,  10!

- Così: in difesa chiude la cassaforte e butta la chiave. Un vero legionario romano che mostra la sua forza nella mischia, nel corpo a corpo con l'avversario dove il rischio di riportare a casa la pelle è alto. Concentrato e invaso dal sacro fuoco del veterano delle campagne italiche, combatte e difende come chi sa che in battaglia l'importante non è rimanere feriti (il gol avversario) ma la cosa essenziale è il come si combatte. Riesce anche a colpire un paio di volte la cavalleria avversaria dalla fascia per la gioia della moglie Manuela accorsa, dopo tanto tempo, per sostenere il proprio amato.
Luogotenente LELIO,  9,75!

- Edu: si presenta nell'arena del Griphus Stadium a partita appena iniziata con l'aria del turista che va a fare la gita a Marrakesh. Ben presto però mostra che i 10 giorni di recupero dall'ultima battaglia gli sono serviti per riportarlo ai livelli delle campagne in Gallia. Intelligente e aggressivo in fase difensiva, micidiale nelle ripartenze lungo il filo del fallo laterale. Mostra l'abilità di chi nello scompiglio della battaglia sa cosa deve fare e sa come farlo. Una domanda ci viene spontanea: dopo le campagne di Gallia ci saranno state scuola di ballo per rilassarsi con la salsa???? Bè nel contesto italico ci sono: dopo la battaglia un bel balletto per sciogliere le gambe!
CNEO OTTAVIO,  9,75!

- Andrea: il legionario partito dalle campagne umbre di Montebello scende in campo sin dall'inizio e dimostra di non essere di meno a nessuno. Anzi, nei primi minuti che sono quelli peggiori per l'assalto nemico ancora in forze, difende bene la sua zona e si propone per assalire la porta avversaria. Peccato che ogni tanto lasci dietro di sè alcuni esploratori cartaginesi, liberi di studiare il terreno longobardo per sferrare poi l'attacco. Forse però c'è una spiegazione a tutto questo: l'emozione di avere la propria donna accanto a sudare (col caldo africano di ieri, eravamo proprio a Zama) per lui può averlo fatto emozionare. Romanticone!
Le lezioni annibaliche sono servite anche a lui per crescere e migliorare le sue qualità tecnico-tattiche!
LEGIONARIO DI PRIMA LINEA,   9,5!

- Lorenzo: torna a combattere con la squadra e per la squadra e si infila tra le linee nemiche per difendere le insegne longobarde (i migliori guerrieri dell'esercito romano erano coloro che portano le insegne di Roma, quelle insegne che non potevano essere perdute o rubate). Con intelligenza gioca il pallone cercando i compagni meglio posizionati in campo e sferra due colpi di pilum letali per forza e precisione. Difende le insegne spalle alla porta e permette di respirare alle armate longobarde, molto provate dal caldo africano.
PORTATORE DI INSEGNE,   9,5!


Mister David: il suo estro e la sua caparbietà gli permettono di giocare a scacchi sul campo del Griphus Stadium spostando i soldati longobardi a suo piacimento come pedine. Il suo lavoro tattico si vede e il risultato dà ragione alle sue decisioni. Coadiuvato dalla presenza sugli spalti del nostro nuovo allenatore in seconda BICIO al quale dò il mio saluto e il mio invito ad essere sempre presente al nostro fianco.
Insieme fanno una combo perfetta e si meritano il titolo di...
SCIPIONE L'AFRICANO,   10!

Telegramma: la società intende rinnovare la fiducia al nostro al nostro allenatore David. E' convinta che insieme raggiungeremo gli obiettivi prefissati ad inizio anno. La sua panchina non è in pericolo anzi è più salda che mai!

Intendo fare anche un saluto al Mincia: purtroppo dovrà operarsi al ginocchio e questo lo terrà un po' lontano dai campi di battaglia. Siamo sicuri però che quando tornerà sarà il solito guerriero!
In bocca al lupo!


Un ringraziamento come sempre ai nostri tifosi: con il caldo, con la pioggia, con il freddo e con la neve son sempre lì a sostenerci. Chi con la presenza fisica, ieri sera tantissimi (coprivano quasi interamente la lunghezza del campo), Arianna, Manuela (dopo tanto tempo il suo grande ritorno), Chiara, Mèèèèèèèr, Letizia, Valentina, Eugenia (finalmente in Italia con noi!), Ale (direttamente da Trento il grande ritorno del tifoso più scatenato della storia longobarda), Afef, Elisabetta, l'mi babbo; chi con il pensiero e i messaggi di incoraggiamento prima del match.
Sottolineo che senza di voi non sarebbe lo stesso: nei momenti di difficoltà o di caldo assoluto, come ieri sera, basta guardare un istante il greppo est e subito torna la carica per continuare a giocare e a divertirsi tutti insieme!

Grazie!


JUNTOS PODEMOS!








Il vostro Capitano!

martedì 26 maggio 2015

Un punto che vale oro!

Amici longobardi,


finalmente questa settimana siamo tornati a prender punti, in realtà solo uno ma vale come una vittoria. 
La partita di ieri sera ha visto affrontarsi due squadre, Longobarda e Bradbury, pronte a dare tutto pur di spuntarla. Ne è scaturita una bellissima partita, giocata ad armi pari, dove le due compagini si sono date battaglia a viso aperto e fino alla fine, anzi direi fino all'ultimo secondo. 

Purtroppo non potrò scrivere quelle mega rievocazioni storiche di grandi vittorie e sconfitte in battaglia - come faccio solitamente - perchè, aimè, le battaglie non finivano mai con un pareggio. 
Ripeto però che anche il pareggio vale come una vittoria perchè agguantato nei minuti di recupero. 

Andiamo ad analizzare la partita: un primo tempo in cui la Longobarda ha cercato spesso il gol, soprattutto con tiri dalla lunga distanza (inquadrando la porta solo in poche circostanze). Il Bradbury dal canto suo ha tenuto molto bene in difesa ed ha mostrato delle ottime ripartenze in contropiede (avvicinandosi in almeno due occasioni al gol). 
La Longobarda chiude il primo tempo sul risultato favorevole di 1 a 0. 
Sappiamo tutti però che il vantaggio di un solo gol, in una partita così tirata, rischia di non essere sufficiente. I biancorossi riescono ad ottenere anche il duplice vantaggio, ma risulta insufficiente. Il Bradbury, mai domo, si riversa all'attacco e grazie ad alcune ottime geometrie riesce a ribaltare il risultato e a portarsi in vantaggio per 3 a 2 a pochi minuti dalla fine. 
La partita sembrava chiusa, mancava un minuto e mezzo del tempo regolamentare. Succede l'impossibile: il Bradbury fa il sesto fallo che comporta a regolamento il tiro libero per la fazione biancorossa. Sulla palla il capitano. Il tempo si ferma come su quei film dove la gente che passeggia tranquillamente per il centro si blocca. Viene posizionata la palla. Arriva il fischio di ser Azza delle Puglie (Ciao Ale! so che stai leggendo anche te!). Il capitano parte e trova il tiro dell'anno che fa esplodere tutto il team longobardo e il pubblico numeroso accorso sugli spalti. Pareggio. 
Mancano ancora pochi minuti di recupero e la Longobarda ci crede. Si riversa in avanti con tutti i suoi giocatori. Il capitano viene servito in una zona off limits dal buon Rob ma, appena si gira, viene sgambettato malamente sulla caviglia. Secondo tiro libero e possibilità di ribaltamento del match. Purtroppo il tiro, nonostante molto bello, finisce alto sopra la traversa. Ma va bene così. 
Il pareggio è il risultato giusto del match, e ringrazio il Bradbury e la Longobarda per aver dato vita ad una partita avvincente, corretta e aperta fino all'ultimo. 
Giocare così, indipendentemente dal risultato è sempre molto piacevole..mi sono divertito!!!

Continuiamo a giocare così longobardi!!! Siamo una PROVINCIALE!

Ecco le pagelle:


Simy: mai distratto e sempre sul pezzo. Vi ricordate il personaggio di Street Fighter II Dhalsim? (Luca se lo ricorda sicuramente!) Ebbene il Simy sembrava allungare le sue braccia fin sotto i piedi dei suoi compagni ai quali elargiva preziosi passaggi-lanci dai quali sono scaturite importanti ripartenze. Nel primo tempo compie un intervento prodigioso in distensione e poi uno da miracolato nella carambola piede, palo, linea e nuovamente piede...Brivido! Una mensione speciale al Simy che, dopo esser stato per un paio d'anni il giocatore più scorretto della Longobarda, ieri sera ha mostrato un fairplay da grande giocatore: ha ammesso di aver toccato la palla su un tiro avversario dando così il calcio d'angolo al Bradbury. 
Il capitano gli dedica il gol del pareggio e lui mostra di apprezzare stritolandolo!
SANTONE,   9!


Roberto: solita partita di quantità e qualità a tutto campo. Il suo compito, come di chiunque ha giocato in difesa ieri, non era facile. La mole dei giocatori avversari era di gran lunga maggiore alle moli dei giocatori biancorossi. Mostra comunque di sapersi difendere adeguatamente e in maniera pulita. Più volte prova la carta del tiro da lontano ma trova sulla sua strada un ottimo Matteo Passerini che neutralizza i suoi tentativi. 
Un jolly da poter sfruttare in qualsiasi zona del campo, e questa è una grande fortuna per la Longobarda. 
TARANTOLATO,   9!

Cosimo: il presidente, dopo aver portato la squadra in ritiro, spera in una partita tranquilla. Ben presto però si rende conto che il match sarà tosto e combattuto all'arma bianca (corpo a corpo a suon di sciabolate). La sua prestazione è sempre di ottimo livello e le sue propensioni offensive sono "una classica" del suo vivere la partita. Soffre, suda, urla, gioisce all'impazzata! Un presidente sempre più vicino all'omonimo presidente Borlotti della gloriosa Longobarda del film cult "L'allenatore nel pallone". Adesso però ci chiediamo: rinnoverà la fiducia a mister David dopo l'escalation longobarda? 1 punto in 4 partite. Sarà magnanimo come il presidente Borlotti??? 
FAGIOLO,   9!

Luca: gioca una bellissima partita ricoprendo tutti i ruoli in campo, tranne il portiere. Si intende a meraviglia con tutta la squadra, che fa girare ad alti ritmi. E' come un orologio svizzero: da un momento all'altro può far aumentare o diminuire il ritmo di gioco. Come un cronometro, rallenta, si ferma, riparte, accelera! Ottima combinazione con il cognato Roberto: sponda di testa di Luca e tiro al volo del Rob. Se fosse entrato sarebbe stato il gol dell'anno. 
C'è però da annotare una cosa: il Simy lascia il ruolo di giocatore più zozzo della Longobarda e il buon Luca raccoglie questa responsabilità con entusiasmo (ieri sera rischiando anche l'espulsione). Toglieteci tutto ma non il nostro...
BREIL,  9!


Andrea: sempre generoso e sempre più collante di questa squadra. Ricopre con sicurezza il ruolo di esterno e di difensore mostrando al pubblico un'ottima fiducia nei suoi mezzi. 
Trova, come spesso in questo campionato, un'ottima intesa con il fratello rischiando di insaccare un gol che sembrava fatto..solo l'ottimo riflesso del portiere avversario gli ha negato la gioia del gol. 
Urlatore accanito, a breve lo spediremo con i NO TAV in Val di Susa per far sentire la nostra voce. 
MEGAFONO,  9!


Lorenzo: il bomber allunga in classifica marcatori e dimostra la sua solita pericolosità in zona rete. 
Autore di una doppietta che sembrava chiudere il match e spina nel fianco del Bradbury per tutto il tempo. Una menzione speciale per il secondo gol: spalle alla porta dentro all'area di rigore, l'avversario sul collo che tenta di evitare qualsiasi movimento. Lui raccoglie il passaggio alto, si appoggia con la schiena sul difensore in marcatura (come solo i grandi attaccanti sanno fare), stoppa di petto, si gira senza far cadere la palla e, con un tocco di esterno destro, insacca un gol che solo Zlatan Ibrahimovic poteva fare. Forse non si è capito da quanto ho scritto ma la palla non ha mai toccato terra..funambolico!
TRAMPOLIERE, 9,5!

Edu: un ritorno agli antichi sapori per lui. Sarà stata la nostalgia a Yogorino o la nostalgia ai grandi match serali che lo hanno riportato sui campi di gioco? Secondo me è stata la nostalgia alla Longobarda che lo ha spinto a mandare un messaggio alle 19,30 di ieri pomeriggio e chiedere di poter venire a giocare.
Dopo un'ora di cyclette prima del match è apparso, nonostante la solita classe e raffinatezza nel tocco, un po' imballato. Confuso ci ha confidato “non gioco da due mesi una vera partita come quella di questa sera”.
La nostra perla nera ha giocato per la squadra e il suo ritorno è stato come quello di Michael Jordan con i Chicago Bulls: tanto acclamato dai suoi compagni, tanto amato dal suo pubblico e tanto temuto dai suoi avversari.
RIESUMATO, 9!


Mister David: Il suo destino è appeso ad un filo. Il presidente deciderà. Nonostante tutto il suo ritorno in panchina ha coinciso con il ritorno ai punti della Longobarda, quindi tanto di cappello!
A metà match caccia un urlo proveniente dalle regioni profonde e misteriose del suo ventre tanto da sembrare l'urlo del dio Zeus proveniente dall'Olimpo (avete presente Pollon???).
A lui va il merito di aver azzeccato i cambi e di aver sostenuto la squadra fino all'ultimo secondo dibattendo anche con il direttore di gara Azza dando vita ad un simpatico siparietto sulle proiezioni.
La sua presenza è un valore aggiunto e la storia gli dà ragione.
WILLIE MALEY, 9!


La strada intrapresa, forse mai abbandonata, è quella giusta. Torniamo a divertirci e torneremo a vincere dentro e fuori dal campo!


Il nostro pubblico è una cosa favolosa: uomini e animali uniti per un'unica causa..la Longobarda!
Inoltre il nostro pubblico è più concentrato dei giocatori in campo e osserva guardingo le fasi del match! Grazie...
GREPPO EST, 10!


JUNTOS PODEMOS!






Il vostro Capitano

martedì 19 maggio 2015

La Longobarda come Roma ai tempi di Annibale!

Longobardi,

è la terza settimana consecutiva che scrivo di un'altra sconfitta della Longobarda.

La storia è maestra e ci insegna che anche quando un esercito è più forte ed ha dominato fino a quel momento contro tutti gli altri eserciti, la vittoria non è assicurata: pensiamo a Roma ai tempi di Annibale. Ci aggiriamo attorno al primo ventennio del 200 a.C. Roma è la potenza più forte del mondo finora conosciuto, detta legge, le sue armate riportano vittorie contro qualsiasi esercito. Roma però è anche avvolta da un'aura di sicurezza che la rende ingenua, vulnerabile, non pronta ad affrontare eserciti furbi, preparati e soprattutto scaltri.
Annibale (che rappresenta l'eroe che sfida la capolista Roma) viene da un altro mondo, il suo maestro era di Sparta e aveva insegnato al generale cartaginese tattiche di battaglia ancora poco conosciute da Roma. Ma soprattutto era furbo, attento, rapido nei ragionamenti e pronto a creare l'imboscata e l'accerchiamento anche in fazzoletti di terreno. 
Roma cadde per ben tre volte: sul fiume Trebbia, sul lago Trasimeno e a Canne. L'impatto di queste tre sconfitte fu enorme e rimane uno dei capitoli più interessanti della storia antica. 
Come ha fatto un generale venuto da lontano a ribaltare l'ordine costituito da Roma? Questa domanda non ha risposta, ma porta con sè delle indicazioni: Annibale era affamato (anche se pranzava e cenava regolarmente) e concentrava la sua ragione di vita nell'odio verso Roma; Annibale era furbo e pronto ad usare tutti i mezzi, anche quelli più sleali; Annibale portava una novità nel modo di combattere. Roma che fino a quel momento si era basata sulla fides, ovvero la lealtà dell'avversario, ora doveva fare i conti con questo elemento sconosciuto. Ci vollero tre battaglie e tre clamorose sconfitte (che misero a repentaglio l'intero futuro dell'Europa antica e dell'Europa come la conosciamo oggi) per far ragionare Roma: la potenza romana tornò sui suoi passi, analizzò i propri errori e si riorganizzò. Cambiò modo di combattere e si adeguò a quello che richiedevano i nuovi tempi. Annibale non arrivò mai a conquistare Roma, anzi fu sconfitto definitivamente a Zama qualche anno più tardi. 

Questa è la storia amici e, come vi ho detto all'inizio, è maestra. 
La Longobarda, seppur provinciale, ha dominato per tutto il girone di andata. Poi però, merito anche degli avversari che hanno saputo approfittare dei suoi errori, è entrata in crisi di risultati. 
Le armate annibaliche si sono dimostrate più agili, più rapide mentre la Longobarda - soprattutto ieri sera - ha tenuto dei ritmi molto bassi e di conseguenza prevedibili. 
Il borgodoro è stato molto bravo a chiudersi, ripartire e a non permettere il gioco ai biancorossi. 

Adesso longobardi, come ebbe il coraggio Roma di adeguarsi ai tempi, anche noi dobbiamo ripartire dai nostri errori. Possiamo farcela, siamo sempre noi! Forza guerrieri!

Grazie al Borgodoro e complimenti per la vittoria!

Ricordiamoci siamo una PROVINCIALE (anche se vincevamo)!!!


Ecco le pagelle:

Simy: incolpevole sui gol subiti. Dimostra ancora una volta le sue doti di gattone in un paio di parate in distensione (graffia quella palla come fosse un gomitolo di lana). Urla come un manifestante Cobas in autostrada e mette spesso in fuga gli attaccanti avversari.
SEMPRONIO LONGO, 8!

Roberto: il longobardo più in forma e per questo si prende il premio AZZA+ della settimana. Autore anche dei due gol che, fino agli ultimi 3 minuti, tengono in vita la speranza di un pareggio o addirittura di una rocambolesca vittoria. Corre e si affanna tra difesa, centrocampo e attacco e si propone in qualsiasi circostanza. Un lottatore tutto tondo che finalmente si avvicina al Rocco Pagano di cui parlavo nelle precedenti pagelle! 
GNEO SERVILIO GEMINO, 8,5!

Cosi: il nostro presidente lotta e dà tutto quello che ha in corpo anche se appare fisicamente un po' stanco. Segno questo di un grande amore per la maglia e di una voglia di divertirsi come fosse un sedicenne. Lo spirito e la voglia ci sono! Probabilmente ora sarà seduto in sede a valutare la possibilità di portare la squadra in ritiro, magari su qualche bella montagna a respirare aria fresca e ad ascoltare i Passerini cantare (vi è piaciuta la battuta???). 
Sempre con te Presidente!
GAIO FLAMINIO, 7!

Luca: il nostro danzatore russo purtroppo ieri sera, come quasi tutti i longobardi, è apparso un po' stanco. Noi però conosciamo le capacità fisiche, tattiche e funamboliche che possiede e speriamo di rivederlo al più presto al teatro Bolshoi del Griphus Stadium ad ammaliare i suoi avversari e il pubblico pagante. 
REGOLO, 7!

Andrea: sempre a disposizione e sempre pronto ad auto insultarsi quando sbaglia (queste le parole auto utilizzate "SOMARO IO, SOMARO IO"). Grillo parlante fuori dal campo e pronto a far valere le sue ragioni sulle decisioni arbitrali. Reclama un rigore anche a fine match. Analizzando la sua partita posso notare un grande miglioramento nel girare insieme alla squadra e un grande amore per questo gruppo, tanto da mostrare nello spogliatoio una grande amarezza per una partita regalata. 
GAIO TERENZIO VARRONE, 7!

Lorenzo: il nostro bomber fatica, e non poco, a trovare spazi per esaltare le sue doti. Il borgodoro ha mostrato una grande intelligenza ad alzare delle barriere umane davanti ai suoi bolidi. Meriterebbe il gol in almeno un paio di occasioni dove si libera egregiamente del proprio marcatore e punta la porta ma purtroppo la precisione e un portiere avversario super gli negano la gioia del gol. 
LUCIO EMILIO PAOLO, 7!

Amici longobardi, non abbattiamoci davanti alle sconfitte. La Longobarda, anche se va nelle palle a tutti perdere, è nata con uno spirito unito e combattivo e pronta a qualsiasi risultato. Ho ancora una Coppa Simpatia vinta nel 2006 a fronte della nostra partecipazione "simpatica" al torneo di Montebello. Ricordo che quella coppa però non ci fu data perché terminammo il torneo ultimi con un punto ma perché quando arrivavamo al campo e mentre giocavamo mettevano allegria con la nostra  spensieratezza e soprattutto perché da noi trapelava un fattore importante: ci divertivamo (anche 
quando eravamo sotto di 15 gol). Quindi DIVERTIAMOCI!

Il blog è anche una vetrina per ringraziare il nostro pubblico e per sottolineare quanto sia stupendo! Anche ieri si è distinto per numero e simpatia! Un Grazie di cuore!



JUNTOS PODEMOS!






Il vostro Capitano!
  



martedì 12 maggio 2015

La corazzata Longobarda affonda con tutta l'armatura

Amici,
Come diceva l'mi nonno "il caldo è na brutta bestia", specie quando arriva improvviso e influisce sul rendimento di tutta la squadra.
La Longobarda di ieri sera è apparsa a tratti padrona del campo, in altri momenti invece è sembrata un po' moscia sia in fase difensiva che in fase offensiva. La compagine dei bad Boys ha attaccato alta con il pressing e ringhiato per tutta la partita mettendo in seria difficoltà il giro palla longobardo. La palla è girata lo stesso ma vuoi per la rapidità dei giovani avversari che per la pesantezza muscolare dei biancorossi, raramente siamo arrivati prima.
Eppure, soprattutto nella prima frazione di gioco la Longobarda si era presentata molto spesso davanti al portiere, per altro stupendamente in forma (ha parato tutto), dei bad Boys purtroppo però senza bucarlo.
Un girone di andata praticamente perfetto ha mostrato a questa squadra che se vuole e se sa utilizzare quella duplice arma -  umiltà e sacrificio - , che ha portato alla vittoria tante piccole provinciali, può superare tutti gli ostacoli.
Amici longobardi, la sconfitta ci sta. Nel calcio si può perdere tranquillamente purché dagli errori si possa imparare qualcosa: ieri sera in alcuni momenti sembravano l'armata Brancaleone, tutti in avanti senza il pensiero alla difesa. Capisco che eravamo in svantaggio e dovevamo recuperare, però in quei casi solo con la calma e la concentrazione si può raggiungere il pareggio. Infatti per tre quarti del secondo tempo, quando abbiamo adottato la tattica del testa bassa e pedalare, abbiamo rischiato di pareggiare.
Continuiamo così longobardi!!! E ricordiamoci che siamo una provinciale!!!

I miei complimenti ai bad Boys che hanno giocato una grande partita.

E adesso le pagelle:

- Simy: autore di un'ottima gara e i gol subiti non derivano da suoi errori. Troppo spesso lasciato solo a fronteggiare gli attaccanti avversari e forse è l'unico longobardo che non ha sofferto il caldo micidiale che si è abbattuto al griphus Stadium. Compie una prodezza alla Angelino peruzzi dei tempi bianconeri sul tiro libero dei bad Boys.
Si conferma come uno dei migliori portieri del torneo e una certezza per la sua squadra.
CONFINATO,   8,5!

Roberto: il solito pilastro, peccato però che in alcune occasioni si dimentichi la fase difensiva. Per questa sua propensione rivolta più all'offesa che alla difesa viene richiamato anche da mister david.  Mostra la solita intelligenza in campo tecnico tattica in campo. Ricorda per movenze e rendimento Rocco Pagano, la grande ala destra di Pescara e Perugia. Vorrei sottolineare che quando a Maldini venne chiesto quale giocatore fosse il più difficile da marcare rispose Rocco Pagano! Dai rob, puoi dare di più!
BALLERINO,  8!

Cosi: troppe volte lasciato solo a tentare il tutto per tutto con gli attaccanti dei bad Boys. Anche lui risente del caldo anche se non nega al suo pubblico alcuni eroici recuperi e le forsennate corse a cercare il gol su calcio d'angolo. Uomo simbolo anche quando la situazione rischia di degenerare mostrando di essere ben più che il solo presidente di questo gruppo, un esempio.
CASATIELLO,   8!

Luca: un primo tempo eccellente, con grandi sgroppate sulla fascia stile cavallo di razza, ma con troppi errori in fase realizzativa. Nel secondo tempo un po' stanco e appesantito dall'asfissiante pressing dei giovani cattivi che lo tengono particolarmente stretto. È l'ultimo a mollare, come  fosse un gladiatore nell'arena davanti a 5 leoni che non vedono l'ora di rosicchiargli gli ossicini. Rimane fondamentale per questa strada come Saponara per l'Empoli o Missiroli per il Sassuolo.
VARENNE,  8!
Alessandro: entra a metà primo tempo e sembra un pirata all'assalto di qualche nave carica delle più grandi primizie provenienti dall'oriente. Peccato però che anche lui, come tutto il pacchetto difensivo longobardo, si dimentichi che una partita racchiude due fasi,  difensiva e offensiva. Anche lui un po' stanco, probabilmente il troppo studio lo aveva sfinito, e in alcuni casi troppo irruento. Rimane anche lui un pedina decisiva per questo gruppo, come Pierpaolo Bisoli per il Perugia di Mazzone. Una leggenda da spogliatoio lo vede protagonista: stanco e sudato chiamò il suo sudore Goran Pandev lasciando di stucco i presenti.
IL PIRATA DEL PIANELLO,  8!

Lorenzo: autore di una doppietta importante per riportare la squadra in corsa. Purtroppo però a volte troppo testardo nel tenere palla e cercare di saltare l'uomo. Non è stata una partita facile per il suo stile di gioco anche perché magistralmente marcato dal pacchetto difensivo dei bianco verdi che probabilmente hanno studiato a fondo le videocassette longobarde e i movimenti del nostro faro. Rimane il punto di riferimento offensivo e il miglior realizzatore del torneo. La Longobarda ha già pronto un quadriennale per lui e per la mascotte afef!!!
RICCIOLI D'ORO,  8!

Mister David: dopo due sconfitte consecutive la panchina di mister david è un pericolo. In settimana la dirigenza lo riceverà nello yacht personale del capitano, dove discuteranno del futuro. A fine partita va dall'arbitro a conversare sul dubbioso rigore assegnato agli avversari, ma la verità è una "rigore è quando azza fischia!". A parte le cavolate, il mister ieri sentiva la partita in maniera particolare perché in passato è stato allenatore dei ragazzi cattivi, prima di essere ammaliato dalle sirene longobarde che garantivano fama e successo!!!
DIPLOMATICO,  8!

Amici longobardi,

JUNTOS PODEMOS!!!!




Il vostro capitano (dal suo yacht personale)

martedì 5 maggio 2015

La Longobarda cade con onore!

Longobardi,




chiedo scusa per il ritardo in cui pubblico le pagelle ma purtroppo dopo una settimana di vacanza in Trentino, a trovare il vecchio giornalista, avevo parecchie consegne da completare.


La Longobarda di ieri sera, nonostante sconfitta sul campo dall'Atletico Magione, è stata la Longobarda più bella della stagione.
Chi ha visto la partita, e sottolineo chi ha visto la partita, si è reso conto che in campo c'è stata una sola squadra, la Longobarda. L'Atletico Magione si è difeso per tutta la partita e, grazie all'ottima prova della difesa, soprattutto del fortissimo portiere, e grazie anche ad un pizzico di fortuna, è riuscito ad uscire vincitore dalla gabbia del Griphus Stadium.

Come ho scritto poco sopra, la Longobarda di ieri sera ha espresso un gioco spumeggiante e offensivo: l'Atletico Magione attaccava alto la nostra difesa ma i giocatori biancorossi non hanno mai buttato via la palla. Hanno macinato gioco palla a terra, un gioco rapido, preciso.
Poco precisa però, vuoi anche per la sfortuna, per l'enorme quantità di gol sbagliati sottoporta (ne ho sbagliati troppi) e per i tantissimi pali e traverse colpiti durante la partita, è stata la fase realizzativa. Tanto si è creato ma troppo poco si è concretizzato.
Come si è detto a fine gara insieme ad un difensore dell'Atletico Magione e al buon Claudio (autore ieri di un gran gol su punizione..grande Claudio!) dei Bad Boys che stava guardando la partita: “quando la palla non deve entrare non entra!”. Sembrano frasi fatte o forse tentativi di giustificazione per la sconfitta, ma non è così. Noi i nostri errori li abbiamo fatti e l'Atletico Magione, giustamente, ne ha approfittato. Quindi bravi loro!

Tutto serve per crescere longobardi, anche la sconfitta!
La cosa più bella che, nonostante il rammarico di un risultato immeritato, mi fa guardare alla partita di ieri sera con un sorriso è stato il momento del fischio finale: due squadre distrutte dalla fatica ma contente che si abbracciavano e si facevano i complimenti a vicenda. Questo è quello che mi interessa quando vado a giocare. Che ci sia una vittoria o che ci sia una sconfitta per me è importante uscire sempre con il sorriso! Non sto facendo il mago delle buone maniere, è chiaro che non mi piace perdere ma quando accade dopo una partita in cui ho visto tutti dare il massimo (tutti e 10 i giocatori di entrambe le squadre) per 50 minuti non posso fare altro che essere felice! Siamo caduti con onore.


Sicuramente è stata una partita stupenda e questo è stato merito anche degli avversari che, come noi longobardi, hanno dato il sangue per uscire indenni dal match e con i 3 punti in tasca. Quindi un grazie all'Atletico Magione, anche per la correttezza dimostrata in campo!

Ed ora amici,

a voi le pagelle:


- Simy: una vecchia volpe dell'aria di rigore che purtroppo, insieme al resto della squadra ha sbagliato un paio di palle importanti. La sua prestazione però non è per niente da buttare o nascondere dentro ad un cassetto, anzi è da elogiare perché come al solito ha mostrato sicurezza nelle uscite e nei rilanci verso gli attaccanti. Il nostro gatton, vestito con la sua corazza nuova di zecca, dono della società, vola sotto l'incrocio e toglie con la punta delle dita un gol quasi fatto. Per i fotografi è stato un momento magico, una parata da album Panini e poi, come diceva il Brucaliffo in Alice nel paese delle meraviglie “Io essere alto esattevolmente otto centimetri e trovare un'invidiabile altezza!”. Ha promesso tramite un telegramma inviato ai vertici della squadra che tornerà il Simy delle prime partite del torneo. La Longobarda in coro fa sapere che noi vogliamo il Simy così, con le sue serate da miracolato e con quelle in versione più liberty. Grande Simy!

BRUCALIFFO, 8!


Roberto: in molti si chiedono se dentro alla sua cassa toracica sia stato installato un motore. Nel caso in cui ci sia le aziende di formula 1 vorrebbero sapere anche di che marca si tratta per installarlo anche nelle loro auto. La Longobarda avrà l'esclusiva sul brevetto del motore!
L'introduzione alla sua pagella mette in risalto quello che è stata la sua partita: chilometri e chilometri macinati su e giu per il campo. “In partenza dal binario difensivo il treno Roberto”, “in arrivo sul binario offensivo il treno Roberto”. La squadra avversaria l'ha cercato più volte ma non ha mai capito quale fosse la sua dimora. Ha mostrato, come ormai mi trovo a scrivere dalla prima partita del torneo, una tecnica perfetta in fase difensiva, di costruzione, di palleggio ma poi anche lui, forse vittima di qualche makumba, ha sbagliato alcuni gol importanti davanti alla porta.

TRANSIBERIANA, 9!


Cosi: il nostro presidente torna dopo un match di stop e la sua presenza si sente..eccome se si sente! Insieme a Roberto forma la coppia difensiva perfetta per intelligenza tecnico-tattica. Molto impegnato, soprattutto a sventare i campanili avversari e a placcare letteralmente gli attaccanti, cinini r rognosi, dell'Atletico Magione. Perfetto il lancio ad imbeccare la testa del capitano, purtroppo però la palla va ad impattare sulla traversa. Per lui un gol da cineteca, tipo il grande Javier Zanetti a Parigi durante la finale di coppa Uefa del 1998, un bolide che si insacca sotto all'incrocio dei pali a togliere quelle ragnatele che neanche l'aspirapolvere riescere a pulire.
Un grande ritorno il suo!
Come tutti molto sfortunato in fase offensiva.

FOLLETTO VR200, 8,5!


Andrea: gioca la sua onesta partita sia in fase difensiva che in fase offensiva. Fa girava bene la palla e si trova a meraviglia con il resto della squadra. Andrea è uno di quei giocatori di cui non si sente parlare nei giornali o nelle prime pagine delle cronache rosa come Gobbi del Parma o Paletta del Milan, ma quando non c'è si sente la mancanza sia per la sua grinta che per le sue doti visionarie da allenatore-giocatore. Inoltre è al completo servizio della squadra, sempre mostrando un attaccamento fuori dal normale. Secondo me indossa la maglia longobarda anche quando va al lavoro la mattina!

DI BIANCOROSSO VESTITO, 8,5!


Lorenzo: gioca una partita difficile nella sua condizione di attaccante perché sempre marcato stretto. La difesa avversaria probabilmente, memore della partita di andata, gli mette alle calcagne il miglior arsenale difensivo in loro possesso e blocca nella maggior parte delle occasioni il nostro gioiello. La sua partita, condita da un gol mostruoso per potenza e precisione, è stata di alto livello anche se, come tutti gli altri, sbaglia troppi gol davanti al portiere. Sfortunato in molte occasioni per i pali e le traverse colti nell'arco dei 50 minuti. Rimane in alto nella classifica cannonieri e risulta essere il giocato più temuto di tutto il torneo e le voci sul suo conto sembrano quasi leggendarie. Dà un ottimo sostegno in fase difensiva e ricorda il Denis dei tempi migliori per cuore e potenza!

BOMBER..è UNA BOMBAAA, 8,5!



In ultima analisi ci tengo a sottolineare che anche ieri il nostro pubblico è stato presente in maniera massiccia: ringrazio Letizia, Laura, Valentina, Arianna e la mascotte Afef. So, attraverso fonti interne, che ieri sera il pubblico ha apprezzato la partita giocata dalla Longobarda e questo ci rende onore. Grazie!!!


JUNTOS PODEMOS!






Il vostro Capitano!




GLI ULTRAS LONGOBARDI

GLI ULTRAS LONGOBARDI