martedì 10 gennaio 2017

Rullo compressore Longobarda!

Amici longobardi,
il mio silenzio torna a riempirsi di parole!
Bisogna ammettere che questo ultimo periodo non è stato brillante per i colorilongobardi: tre partite e un solo punto portato a casa e per giunta con l'ultima in classifica.
La sconfitta con i CAMPETTO OLD BOYS non è stata meritata. Il primo tempo è stato solo di marchio biancorosso ma, come sappiamo ormai tutti grazie alla legge di Max pezzali, "è la dura legge del gol"..e se non segni poi gli altri vincono. Un grido di orgoglio nel finale dove la Longobarda recupera tre gol e, come hanno affermato a fine gara i telecronisti, se ci fossero stati altri 2 minuti di gioco la partita sarebbe finita diversamente. 5 a 4 per i CAMPETTO.

Poi è arrivato il tracollo a Prepo, in una serata funesta di bufera e tempesta, orfani del nostro pupillo Edo e dell'arcigno Rob, con un Simy acciaccato e gli altri giocatori con la testa altrove. Ogni longobardo, e posso ricordarmi per filo e per segno i volti di quella serata, era preoccupato..morale della favola: la Longobarda dura un tempo, dove pratica un buon gioco e non demerita. Il secondo tempo è stato forse il più brutto degli ultimi anni: squadra nervosa, poco reattiva, molle, votata all'attacco ma non alla difesa. Tanti gol per loro che rendono il tabellino gara e la nostra media gol subiti in classifica troppo penalizzante. Però serve, serve, serve, e ariserve! Giocare a calcetto nell'epoca attuale non è facile, tanti/troppi sono gli stimoli che ci vengono giornalmente inniettati e tanta è la stanchezza dopo una giornata di lavoro. Può succedere, l'importanza è che il nostro spirito e la voglia di divertirsi prevalga sempre anche su serate maledette come questa. Saint Peter Black Lions vince per 9 a 2.

La settimana dopo gli stimoli appaiono accresciuti e dopo pochi minuti dal fischio di inizio si va in gol con l'Egregio (primo gol per lui all'Opes). Poi però l'altra squadra, l'ultima in classifica, inizia a correre più di noi, mette il fisico più di noi e ci crede più di noi. Il punto portato a casa è una manna dal cielo. Storica per l'occasione rimarrà la frase del presidente Così negli spogliatoi a fine gara .."bravi ragazzi, questa sera l'importante era prendere i 3 punti..", e il capitano risponde prontamente "..che non abbiamo preso, perché abbiamo pareggiato!". Negli occhi di Così, già sfinito dal match, cala una nube oscura e inizia a chiedere a tutti se abbiamo vinto o pareggiato. Longobarda - Deportivo la Carogna 4-4.

Ma il cuore biancorosso, nonostante tutto, non poteva smettere di sanguinare per questa maglia..il riscatto arriva puntuale nell'ultima gara prima della sosta natalizia. I malcapitati sono i Majestic che, nonostante si fossero trovati sotto di 3 gol dopo pochi minuti, hanno ben recuperato, aiutati da un pizzico di fortuna e da un'aggressività eccessiva per un campionato di questo tipo. Dico questo perché è stata un po' la fiera del bastone: calci, comportamenti poco corretti, parole di troppo. Tutto a condire una gara ben giocata a tratti dalla Longobarda, con fiammate dei Majestic. Nel momento in cui il match pareva bloccato c'è voluta l'invenzione di due uomini cardine della squadra, Lorenzo e Edo. Nel finale, prima del gol della sicurezza longobardo, forcing degli avversari che con lo spilungone-hipster speravano di recuperare..niente da fare. Longobarda batte Majestic 7 a 5. Un paio di note: 
1. Grandissima prova del portierone Giulio che salva la Longobarda in più occasioni. Telecronaca del minuto finale: corner per i Majestic, tutti in aria compreso il loro portiere. Giulio sventa il pericolo e recupera la palla. Da vecchio volpone come sa essere solo lui, vede la porta avversaria sguarnita e prova a tirare ma, nel mentre sta torcendo il corpo per dare direzione-forza-precisione alla palla, scivola e gli parte la palla dalle mani. Caso vuole che quella palla vagante finisca tra i piedi di Edo che, con maggiore sicurezza ed equilibrio, segna il suo secondo gol di giornata. 
2. Grandissimo gol di Edo con un tiro scagliato dalla propria porta. 

E arriviamo a ieri sera. Facciamo prima una piccola premessa: il periodo natalizio è stato sempre un periodo particolarmente apprezzato dal popolo longobardo, soprattutto a tavola. I dolci che solo in questo momento dell'anno vengono mangiati, panettoni, pandori, torroni, pinoccate, panforte...viva la leggerezza! Per non parlare delle cene, tra cui il cenone di capodanno. Per non parlare delle due faraone fatte fuori sabato sera. Insomma come avrete capito alcuni membri della Longobarda si presentavamo con un notevole bagaglio di esperienze culinarie di grande successo. Chiaramente erano 20 giorni che, mangiavamo si, ma senza svolgere una costante attività fisica. Quindi, grassi, appesantiti e col fiatone..questo era l'identikit più probabile del longobardo medio dopo le vacanze natalizie. 
Ma la storia è bella perché stupisce e smentisce sempre i pronostici: ieri sera i giocatori biancorossi erano carichi, prestanti e hanno dimostrato di essere un vero gruppo. Tutti uniti, nonostante il freddo, nonostante scelte arbitrali discutibili, nonostante la palla non entrasse a noi ma a loro si...nonostante tutto questo non ci siamo scomposti, abbiamo continuato a lavorare sui fianchi l'avversario fino a sfinirlo...abbiamo giocato con semplicità, abbiamo fatto girare la palla e chiunque ha giocato ha dato il massimo. Cosa ci si poteva aspettare di meglio???
Longobarda batte Unicredit 6 a 3!

E adesso Pagelle!



- Così: il presidente mostra più di tutti l'amore per questi colori perché nel momento del bisogno si sacrifica. Una Longobarda orfana del Simy e di Giulio, schiera il terzo portiere Così. E anche questa, nonostante sia stata una scelta forzata, è stata una scelta decisiva per l'esito del match. Posseduto dallo spirito del portiere ungherese Gabor Kiraly, il buon Così, oltre a mettere la tuta, si cimenta in prodigiose parate tanto da far urlare al miracolo! Ma non fa solo parate e rilanci al fil di cotone, dirige la squadra come un leader dalle retrovie. Da ieri sera è entrato nel guinness dei primati per aver giocato una partita in porta e aver causato un rigore..ma questo non è tutto..si reca dall'arbitro a protestare per il generoso rigore concesso e gli viene risposto che era stato uno stupido a fare quel fallo..cornuto e mazziato!

UOMO IN PIù,      10-!

- Rob: torna dopo tre partite e fa sentire subito la sua presenza. Il piccolo longobardo che lo attende a casa lo fa correre con tanta energia e con tanto cuore. Ciao Piccolo Matteo, un giorno ci sarai anche tu a urlare forza Longobarda sugli spalti! Torniamo alla partita: ricopre con precisione geometrica ogni parte del campo partendo da dietro, come se avesse un compasso, come se in una sua vita precedente avesse letto e si fosse formato su testi matematici come il papiro di Mosca (il più antico testo egizio finora scoperto), datato fra il 2000 a.C. e il 1800 a.C. Come molti testi matematici antichi si presenta come un problema basato su una storia, apparentemente scritto a scopi ricreativi. La parte ritenuta più interessante è quella nella quale si espone un metodo corretto per trovare il volume di un tronco di piramide (d'altronde noi giochiamo a piramide): il solido viene scomposto in parallelepipedi e prismi; sommando poi i volumi si ottiene il volume cercato.
Un altro testo importante, che forse il Rob ha conosciuto, è il papiro di Rhind (datato intorno al 1650 a.C.), un manuale di istruzione di aritmetica e geometria (dove ha appreso i suoi migliori movimenti). Oltre a fornire formule per aree e procedimenti di moltiplicazione, divisione e operazioni con frazioni a numeratore unitario, contiene l'evidenza di altre nozioni matematiche come numero primo, media aritmetica, media geometrica, media armonica e numeri perfetti. Vi si trova anche una spiegazione primitiva del crivello di Eratostene e il metodo per la soluzione di un'equazione lineare del primo ordine. Tutto quello che è matematica fa parte del suo gioco. Segna due gol importanti e si fa condottiero silenzioso, onesto e graffiante della Longobarda!
 
PITAGORA,    9,5!

- Egreeeegio: gioca dall'inizio nel ruolo che il nostro presidente gli ha riservato, la punta centrale di sfondamento. La sua storia è simile a quella di Pirlo: Ancellotti, dopo anni che il giocatore ricopriva il ruolo di trequartista ebbe la felice idea di cambiargli posizione. E fu una scelta vincente perché Pirlo divenne il giocatore più forte in quel ruolo. E anche Nik, grazie all'intervento del presidente Così, ha subìto un restailing tecnico-tattico alla sua posizione fino a raggiungere quella che ad oggi sembra congeniale alle sue movenze! Tiene bene la palla senza paura e calcia con decisione. Costante pericolo per la difesa avversaria e avventore dei palloni vaganti: in una di queste occasioni vede una palla vagare al limite dell'aria avversaria, che lo invita a nozze..lui non si fa pregare e con una girandola su se stesso colpisce al volo scoccando un velenosa freccia alata (come quella della sua Yeti) diretta all'incrocio dei pali! 

BULLDOZER,    9!
 
- Lori: motivatore come un coach di football americano, penetrante come un granello di sabbia sugli occhi in una giornata di vento, incisivo come una mazzolata tra capo e collo! Con la sua capigliatura ad antenna e il suo radar infallibile  intercetta tutti i palloni che passano sulla mediana del campo e li riporta in alto, dove il gioco si fa duro! Sfiora più volte il gol con le sue interconnessioni planetarie e colpisce di sguincio un'antenna telecom. Ecco riassunta l'avventura prepiana, al freddo e al gelo.
 
FIBRA,    9,5!
- Manu: con il solito agonismo e la solita smania di randellare qua e là alla cieca, come un pusher maghrebino del Pellini, il nostro Manu rischia il pubblico linciaggio in pubblica piazza. Ma, nonostante tutto, Manu gioca una buona partita, tentando incursioni pericolose nel cuore della difesa avversaria e mettendosi sempre in mostra per la sua propensione mancina offensiva.
 
DIEGO PABLO SIMEONE,    9!
- Giova: un mix tra giocatore di rugby e mantide religiosa: devastante sulle fasce come Jonah Lomu degli All Blacks e letale come l'insetto tentacolare. Un bel accoppiamento, tra colpi di tacco, passaggi di prima e un'intesa di gruppo in pieno stile longobardo. La Longobarda ha fatto ufficilamente richiesta che il suo puntatone venga brevettato, nessuno come lui sa usarlo con tale precisione e disinvoltura. Brevetto: Attestato, concesso da apposito ufficio, che garantisce la priorità e il diritto esclusivo di sfruttamento industriale di un'invenzione, oppure l'uso di un marchio d'impresa o di un modello: b. nazionale; b. comunitario, internazionale, riconosciuto nei paesi dell'Unione europea o nei paesi aderenti alla convenzione internazionale che regola la materia, tra cui l'Opes!
 
BOMBARDA,    9,5!
- Edo: nella storia di ieri sera, oltre al riscaldamento con il Woolrich addosso, rimarranno le sue falcate su e giù per la fascia sinistra. Punta costantemente il malcapitato di turno e lo supera come fosse un birillo, facendo sembrare la corsa ad ostacoli particolarmente facile. Cresciuto sin da piccolo con gli slalom giganti di Alberto Tomba e con le finezze di Gianfranco Zola, suona la carica nei momenti difficili del match e non si arrende fino alla fine.
 
MAGIC BOX,     9,5!

Continuiamo così...SIAMO UNA PROVINCIALE! Ma insieme possiamo tutto!
JUNTOS PODEMOS!

FORZA LONGOBARDA!





Il vostro Capitano!

lunedì 21 novembre 2016

Notizie dall'Opes

Longobardi,


ritorno, dopo un po' di tempo, a scrivere le pagelle della nostra beneamata Longobarda.

Sono in arretrato con due tre partite: proverò a raccontarvi le ultime due per poi passare, con un racconto più pirotecnico, alla vittoria di ieri sera.

La Longobarda ha affrontato due vecchie conoscenze dell'Opes Umbria, Scegli me pubblicità e il Casaglia. La prima partita, terminata con il risultato di 4 a 1 per i biancorossi, non è stata entusiasmante. Nonostante la Longobarda, per la prima volta nella storia, sia stata filmata da un operatore dell'Opes non ha brillato. Forse c'era mancanza di stimoli, forse si era poco concentrati e forse la pancia, dopo la vittoria della Training Cup di Azza, era troppo piena. Fatto sta che i biancorossi sono apparsi un po' confusi in campo: black out difensivi, passaggi sbagliati, poco gioco di squadra.

Contro il Casaglia invece, la squadra ha mostrato un grande spirito di gruppo: belle azioni corali, affiatamento, umiltà. Quello che ha deciso la partita, persa per 7 a 5, è stato un frammento di 7 minuti in prossimità della fine del primo tempo. In questo frammento la squadra ha perso la concentrazione ed ha subìto 3 gol. Gli episodi poi non sono stati a nostro favore, soprattutto nel primo tempo.
Che altro dire, bella prestazione e bella sportività con l'altra squadra e con il nostro amico Luca.

E adesso arriviamo a parlare della vittoria tanto inaspettata contro gli Arancia. Tanto inaspettata perché i biancorossi sono scesi in campo senza difesa, orfani del presidente Così e del buon Rob. Ma, come spesso accade, nei momenti di maggiore difficoltà bisogna tirare fuori i denti e gli artigli.
Da buoni perugini ingrifati i longobardi sono scesi in campo convinti dei propri mezzi e hanno dato tutto quello che avevano nei polmoni, nelle gambe e soprattutto nel cuore.

Questa vittoria mi riporta alla mente l'ultima finale di Coppa Libertadores, dove si sono affrontati l'Atletico Nacional e l'Indipendiente del Valle.
In quell'occasione, come in questa, ci sono alcune curiosità su cui soffermarsi: 

1. Arancia e Longobarda, come Independiente del Valle e Atlético Nacional, si affrontano per la prima volta nella loro storia in un torneo ufficiale.
2. Arancia come L'Independiente del Valle è il terzo club ecuadoriano ad arrivare nel campionato Opes.
3. Dopo 14 anni torna a Chiugiana una squadra senza alcun titolo nazionale: prima dell'Arancia è toccato a Scegli me pubblicità nel 2015 e poi ai connazionali del Deportivo la Carogna nel 2016.
4. La Longobarda è il primo club vincitore della blasonata Azza Training Cup a tornare a Chiugiana dopo l'estate scorsa, quando il Chiugiana si impose nel doppio confronto nel secondo turno dei playoff.
5. L'Arancia è l'unica squadra dell'Equador ad aver ottenuto una vittoria nel pallone del Cus.
6. L'ultima volta che si erano incontrate una squadra ecuadoriana e una perugina fu nella Copa de Case Arse nel 2001.
7. Il miglior marcatore dell'Arancia, Luis Alcides, non fa parte dei titolari della nazionale ecuadoriana pur essendo uno dei maggiori talenti del paese.
8. Il portiere dell'Arancia gioca senza guanti ma, a partita finita, ti saluta coi guanti.
9. La Longobarda va a segno con 4 giocatori diversi.
10. La Longobarda, come l'Atletico Nacional, si è aggiudicata il match!

La Longobarda, ancora una volta, ha dimostrato di essere un gruppo affiatato dove al motto "chi gioca, gioca" si sta tutti uniti ad incitarsi.
Siamo provinciali e per questo non dobbiamo montarci la testa, rimane il fatto però che insieme possiamo tutto!
Dallo stadio Olimpico Atahualpa di Quitiana..Longobarda batte Arancia per 4 a 3! A te la linea Sandro!

Simy: abituato al clima caliente della Bombonera di Buenos Aires, sotto il pallone dell'Atahaulpa di Quitiana non si emoziona nè si scompone. Mantiene salda la concentrazione, anche nei momenti più difficili della partita quando dagli spalti arrivano rotoli di cartaigienica e in campo fioccano missili terra aria. Bercia e incita i suoi compagni a mantenere i nervi saldi e a non distrarsi. Il risultato finale deve molto ai suoi voli plastici e ai suoi scivoloni in mezzo alle gambe avversarie: storica una sua parata in uscita/scivolata dove ferma la palla tra le gambe. Il calcio sudamericano è il suo pane quotidiano..
FRANCO ARMANI,     9,5!
Lorenzo: la statua al centro della difesa longobarda rappresenta, come nella Fontana di Trevi, Oceano. La personificazione di un immenso fiume che scorre attorno a Quitiana da cui derivano tutti i corsi d'acqua, difensivi e offensivi. Oceano era il figlio di Cielo Cosìì e Vesta Rob e da loro imparò a regola d'arte ogni furbizia e tattica difensiva. Il capello di Oceano è simbolo di saggezza e potere e il suo cavallo imbizzarrito simboleggia la forza violenta del mare, quella che si è abbattuta sul malcapitato portiere avversario in più di una occasione. Dopo vari tentativi, Oceano esploderà con un fendente alle spalle dell'estremo difensore Arancese.
FELIPE AGUILAR,      9,5!
Andrea: in una partita in cui la foga dell'una e dell'altra parte rischiavano di trasformare il gioco in un mischione da campetto di periferia, riesce a mettere ordine come Mary Poppins in casa Banks. Proprio come la governante tutto fare, va a mettere mani e piedi in zone alquanto malfamate del campo e riesce a ripulirle, altro che il Folletto! Animato dal suo motto "Chi ben comincia è a metà dell'opera", e sotto la colonna sonora di "un poco di zucchero" si rimbocca le mani, anzi i piedi, e diventa il nemico numero uno dei più dotati fisicamente giocatori dell'Arancia.
SUPERCALIFRAGILISTICHESPIRALIDOSO... DANIEL BOCANEGRA,    8,5!
 
Manu: se non fosse per il colore della divisa potrebbe essere scambiato per un componente dell'Equador..sdniccolato come pochi altri e sempre pericoloso palla al piede. Come da qualche mese a questa parte rientra nel tabellino dei marcatori, ma ormai non ci stupiamo più, è il vero bomber longobardo!
 
EZEQUIEL RESCALDANI,      8,5!
 
Egreeeeeegio: una prova egreeeeeeegia per il diamante de case arse che illumina la serata con qualche colpo dei suoi. Come uno scoglio artificiale del porto di Fano (di fronte alla mensa del Pescatore), ricopre il ruolo di scoglio difensivo sulla fascia sinistra, dove si infrangono tutti i tentativi di mareggiata avversaria. E, come uno zappatore di S.Enea, spinge a fondo l'aratro sul sintetico usurato di Quitiana, smuovendo terreno, semi e tutto il resto..anche qualche cianchetto!
FARID DìAZ,       8,5!
Giova: come la statua della libertà che tiene alta la fiaccola, lui tiene alta la bandiera della Longobarda (e anche la palla biancorossa), permettendo alla squadra di salire e rendersi pericolosa. Fisicamente lotta come un cinghiale con cui vogliono fare lo spezzatino e dimostra agli avversari che probabilmente saranno loro a finire in pentola: fa reparto da solo e da buon cuoco, mescola il tegame con i suoi avversari a fuoco lento. La sua stazza fisica gli permette di volare elasticamente e tentare due mezze rovesciate, uscite per un pelo di gnu.
MIGUEL BORJA,         9,5!
Edo: la sua è una samba permanente..contrasta, recupera palloni, riparte in velocità, imposta il gioco, dribbla, e fa gol! Come Topolino nel film Disney "Fantasia", dirige il valzer, il tango e il cià cià cià che la squadra mette in atto e si mette in evidenza come maestro d'orchestra. Con la "Toccata e fuga in Re minore" gli avversari dell'Arancia lo stanno ancora cercando, ma dove lo cercano ormai è già passato lasciando disastri all'erbetta e al raccolto. Il suo gol, che dà la vittoria ai biancorossi, nasce proprio sulla scia della "Toccata e fuga in Re minore" durante una situazione di calcio da fermo: si insinua improvvisamente e di corsa nel cuore dell'aria avversaria e riceve la palla sul suo piattone sinistro..non può sbagliare..e non lo fa!
MACNELLY TORRES,      9,5!


JUNTOS PODEMOS!


FORZA LONGOBARDA!




Il vostro Capitano!

martedì 15 novembre 2016

Una serata di festa!

LA LONGOBARDA VINCE LA TRAINING CUP 2016!















venerdì 21 ottobre 2016

Buona la prima!

Longobardi,

chi ha partecipato all'esordio del campionato opes presso la palestra dell'Olmo ieri sera, è ancora carico a pallettoni per l'impresa che la Longobarda si è saputa regalare. 
Un'impresa che ha il volto di ogni componente della squadra: chiunque ha giocato, anche per pochi minuti, ha saputo dare il suo fondamentale contributo. Un contributo fatto di sudore, concentrazione e tanto cuore. 
La vittoria di ieri sera sarà ricordata come la vittoria del gruppo, la vittoria della squadra, la vittoria di una squadra di amici contro una componente sicuramente più forte fisicamente e tecnicamente ma che si è sbattuta per 50 minuti contro il muro longobardo!

La Longobarda è stata come una diga, una diga di quelle che reggono centinaia di litri di acqua. Ma che all'occorrenza, oltre che contenere, sa aprire dei piccoli varchi al suo interno per far fuoriuscire un po' d'acqua allo scopo di irrigare il terreno circostante o semplicemente per evitare troppa pressione. E quando quest'acqua entra in contatto con il terreno porta frutto. Crescono alberi, rocce, sombreri, cavalcate, azioni, gol!


Etimologicamente una diga è uno sbarramento artificiale permanente atto a regolare il deflusso di un corso d'acqua naturale, di creare un invaso, oppure di proteggere un tratto di costa o un porto. A seconda dei materiali impiegati per la costruzione la diga può essere di calcestruzzo (o muratura), in terra, di pietrame o di materiale misto. Gli sbarramenti in calcestruzzo possono essere del tipo a gravità (anche alleggerita), ad arco o di tipologie miste (arco-gravità, volte multiple, ecc.).
La scelta del tipo di diga dipende essenzialmente dalla squadra contro cui si gioca, dalla portata degli attacchi avversari e dai giocatori disponibili la sera della partita. Quando si incontra una squadra ad alto tasso tecnico, forte fisicamente, e portata al tiro da lontano e preciso si pensa ad una diga a gravità in calcestruzzo (che richiede discrete caratteristiche dei giocatori in fondazione).
Le dighe murarie a gravità sono strutture massicce in calcestruzzo generalmente di geometria semplice. L'asse è rettilineo, o leggermente arcuato, e la sezione tipo è di forma triangolare (rombo classico). La superficie esposta alla forza d'urto avversaria, detta paramento di monte, è verticale o sub-verticale.
Essendo una struttura massiccia e rigida richiede in fondazione giocatori "discretamente" resistenti e poco deformabili.
Le dighe a gravità sono, generalmente, particolarmente sicure in caso di eventi naturali straordinari quali attacchi estremi e pressioni psicologiche importanti.

Nelle ultime 24 ore le dighe a gravità hanno subito un grande sviluppo grazie all'invenzione del Calcestruzzo Rullato Compattato (RCC), più comunemente chiamato Lorenzo o Cosi o Egregio o Andrea o Edo o Manu o Simy. Questa invenzione è apparsa in grado di contenere, per un totale di due tempi da 25 minuti ciascuno, una portata di attacchi che nessun altra diga può contenere.
Questo tipo di diga resiste alla spinta dei giocatori avversari grazie al proprio peso ed all'attrito/coesione tra i giocatori longobardi e il terreno di gioco (nel caso di ieri la gommaccia Pirelli della palestra dell'Olmo). Le principali forze agenti sulla struttura sono rappresentate dalla forza fisica, dal tasso tecnico e dall'esperienza della squadra avversaria.
Lo studio delle caratteristiche fisiche-tecniche-realizzative-psicologiche dei giocatori longobardi è dunque il lavoro più importante e complesso nella progettazione di una diga.
Lo studio di fattibilità di una diga è molto importante e deve tenere conto, oltre che delle caratteristiche portanti dei terreni, anche dell'adattabilità dei giocatori (tasselli fondamentali per costruire un'ottima diga), fattore fondamentale in relazione alla capacità della diga di contenere le penetrazioni avversarie.
Un bel trattato sulle diga longobarda, non c'è che dire. Ma tutti noi però ci chiediamo da cosa nasce tutto questo. In primis l'unità del gruppo che, anche davanti ad un inizio non proprio eccellente (vista la pressione che il Vanilla Soccer ha saputo apportare alla diga longobarda) e a ritmi a cui non siamo più abituati, ha saputo aspettare e poi colpire. Poi il sacrificio, tutti hanno lottato, hanno messo il famoso piedino (raccomandazione tanto pronunciata da tutti gli allenatori ai propri giocatori sin dalla tenera età) e hanno corso anche oltre le proprie forze. Per finire la mente: sembrerà strano ma per chi avesse visto la partita di ieri sera ci sono stati momenti ed episodi in cui poteva essere facile perdere la testa. La Longobarda non l'ha fatto rimanendo concentrata fino alle fine!
Dalla palestra dell'Olmo è tutto: Longobarda batte Vanilla Soccer 4 a 3! A te la linea Presidente!

Ricordiamoci una cosa...SIAMO UNA PROVINCIALE! Non scordiamo mai da dove siamo partiti!

E adesso...Pagelle!


- Simy: il gattone, affabile personaggio della Castel del Piano bassa, propone in palestra il suo miglior repertorio, quello che lo ha reso celebre per essere considerato l'ultimo baluardo della diga, quello che mette una pezza, un po' di silicone, un po' di sigillante ogni qual volta viene lasciato uno spiraglio dagli altri mattoncini, in alcuni casi mal incastrati. Memorabile un suo estremo intervento degno del miglior Wilfred Agbonavbare ai mondiali USA '94 con la Nigeria!
FRANGIFLUTTI,       9!
- Cosi: una delle prime pietre fondanti di tutta la diga. Sgomita per evitare qualsiasi flusso tra le trame della diga e dirige sapientemente i mattoni a disposizione adeguandoli alla situazione e al momento storico del match: Lorenzo è un calcestruzzo che va usato quando c'è una forte spinta centrale, L'Egregio va messo per rompere i flussi provenienti dalle fasce, Manu è un calcestruzzo agile che si sposta su è giù garantendo flessibilità a tutta la struttura, Edo va inserito per favorire la fuoriuscita di acqua che porta frutto sul terreno a valle, Andri è un calcestruzzo che cerca di riempire e mettere ordine quando i mattoni sono incastonati storti. E tutti i componenti che costituiscono la diga si alternano e danzano alle parole del direttore d'orchestra Così!
CONTRAFFORTE,       9!

- Lori: un calcestruzzo che sa il fatto suo perché alterna resilienza in fase difensiva, capacità di resistere ad un urto senza rompersi, all'apertura di voragini dove far passare lo straripante flusso biancorosso in fase offensiva. Investito dal sacro fuoco del sombrero messicano messo in mostra ai danni di uno stralunato avversario che, al momento in cui avvenne il fatto, pensava di essere su Marte ad accogliere la sonda italiana Schiaparelli. Manca quel gol che tanto va cercando, ma la sua prestazione va ben oltre! A fine partita, a dimostrazione del sacrificio messo in campo, lo si vedrà sfinito seduto in panchina senza neanche la forza per arrivare agli spogliatoi.
ARCO RAMPANTE,     9!

- Egregio: un mattoncino niente male, che sgomina e mette il silicone in almeno due occasioni pericolose.
Sulle note di Pazza idea di Patty Pravo, cerca l'eurogol da centrocampo, purtroppo però ha la sfortuna di incrociarsi / scontrarsi con il capitano che lo disturba nell'atto di calciare. Il suo esordio come calcestruzzo di fascia è sicuramente positivo.
CAPITELLO CORINZIO,     8!

- Andri: nel caos primordiale di una diga sottoposta a pressione, cerca di giocare la palla con intelligenza. Mette ordine, almeno nei minuti finali, al centrocampo longobardo come solo Bisoli sapeva fare ai tempi di Mazzone al Perugia. Anche lui sa sigillare i punti più esposti a rottura, con la siringona di silicone.
PAPPO DI ALESSANDRIA,     8!

- Manu: regala flessibilità ad una struttura fondata su solide basi e permette più volte l'apertura dei canali di scolo longobardi. Penetra più volte la difesa avversaria e fa lo sporco lavoro di prendere le mazzate. Infatti i giocatori avversari, non d'accordo con la delibera del comune longobardo di irrigare il terreno circostante, si scagliano a tutta birra sul povero manu. Ma lui incassa e continua lo sporco lavoro, come fosse l'omino di gomma della Michelin. 
PAPà GAMBALUNGA,      8,5!
- Edo: parte in sordina, forse aveva poca dimestichezza con sigillanti, calcestruzzi e altro materiale di questo tipo. Poi però emerge l'ingegnere che c'è in lui e la musica cambia: progetta uno-due al veleno, penetrazioni magiche sulla fascia, chiusure al cardiopalma. E in più, castiga per ben due volte i manifestanti dell'anti irrigazione.
SPRAY AL PEPERONCINO,     9!



- Pubblico: in una serata così magica solo un paio di persone possono testimoniare l'impresa longobarda ai posteri: il Bicio e il sor Enzino. Il Bicio sempre pronto ad elargire consigli e urla dagli spalti nelle pause tra una sigaretta e l'altra, stile Zeman; Enzino invece, gambe a penzoloni dalla cattedra dove siede, urla e tiene il tempo per i cambi. Inoltre è pronto a fine gara a rincorrere l'arbitro, reo di aver subìto insulti da un giocatore avversario senza reagire. 

E' vero, è solo la prima partita, ma quello che si è visto vale molto. La squadra c'è, il gruppo c'è. Almeno, anche quando capiterà di perdere partite assurde, quando usciremo dal campo delusi e a testa bassa, quando tre giorni prima di Natale faremo vincere l'ultima in classifica, potremmo sempre sapere che noi valiamo molto più di qualsiasi errore che faremo. Noi sappiamo che se vogliamo, insieme, non ce ne è per nessuno!

JUNTOS PODEMOS!



Forza Longobarda!




Il vostro Capitano!


martedì 27 settembre 2016

"Rullo compressore" (cit. Azza)

Longobardi,
dopo la pausa della settimana scorsa torno a scrivere sul blog per raccontarvi le ultime due partite: le Pipple Middleton capitanate da Saverio e il Borgodoro di Ricky Barbero. In entrambe le gare i biancorossi si sono comportati abbastanza bene. Dico abbastanza perché a tratti la manovra, soprattutto in fase difensiva - forse sarà stato il modulo a rombo di nuova adozione - è stata un po' confusa. Come l'anno scorso, vedi soprattutto la partita contro il Borgodoro - eravamo sul risultato di 3 a 0 e stavamo gestendo la partita senza problemi - siamo riusciti a complicarci la vita regalando un paio di gol e facendo tornare così gli orange in partita. La presidenza ha preso una decisione, ha deciso di contattare un'equipe di esperti dell'Enel per capire a cosa sono dovuti questi black out. 
Per il resto stiamo crescendo: buone ripartenze offensive, ottime trame di gioco, buoni movimenti e buon possesso palla. A questo proposito vorrei segnalare alcuni momenti della partita contro il Borgodoro in cui abbiamo fatto girare la palla con una tranquillità olimpica. 

Continuiamo a lavorare così e sono sicuro che cresceremo ancora, l'Opes ci aspetta. 

Ricordo i risultati delle due partite: dagli spogliatoi del Griphus Stadium: Longobarda batte Pippe Middleton per 8 a 1: Longobarda batte il Borgodoro per 8 a 2! A te la linea!

Siamo una Provinciale, non scordiamolo!


Pagelle:
- Simy: il gattone appare rigenerato dopo il tunnel fatto a Manu nell'amichevole di due lunedì fa. Dal riscaldamento mostra una smania inenarrabile, tanto da rischiare di fratturarsi il pollice. Dopo la magica cura con il ghiaccio spray, appare rinato e pronto a mettere in mostra il suo repertorio al completo: parate d'istinto, uscite in scivolata, allunghi in distensione sul green..Pronto a rilanciare e ad accompagnare l'azione della sua squadra: di pregevole effetto il suo dribbling con pallonnetto sull'avversario..Contro il Borgodoro da ricordare un paio di parate importanti, soprattutto nel momento più buio.CHILAVERT,      8,5!

- Rob: ritornato dall'infortunio prende il posto che più gli compete, tutto il campo! La nuova formula a rombo lo vorrebbe al centro della difesa o sulla fascia, ma poco importa perché riesce sempre ad accompagnare l'azione. Torna anche al gol grazie a buone combinazioni geometriche con i suoi compagni, vecchi e nuovi. Il suo trucco è svelato: monta sotto alle scarpe pneumatici Michelin Pilot Sport Cup +.
Michelin Pilot Sport Cup è uno pneumatico estivo di prestazioni superiori, approvato dal Ministero della azza cup per uso su terreni di cauciù e in grado di offrire al nostro Rob eccellente guidabilità sia su fondo asciutto che su fondo bagnato. Costruito ispirandosi alle performance dei battistrada Michelin, il Pilot Sport Cup viene montato come Original Equipment (OE) su calciatori dei club più prestigiosi del mondo, come il capitano delle isole Faer Oer Fróði Benjaminsen (di mestiere falegname), e Ildefonso Lima, difensore simbolo della nazionale di Andorra, e vanta eccezionali capacità di resistenza alle temperature elevate, prestazioni uniformi e lunga durata funzionale del battistrada. Il fianco esterno della gomma presenta una configurazione asimmetrica del battistrada, con la parte esterna di tipo semi-slick e quella interna che offre perfetta aderenza al pratino sintetico bagnato. Grazie a questo esclusivo design, questo Michelin offre eccellente stabilità in curva e guida sicura. La cintura interna in poliammide e la tortiglia in acciaio di eccezionale duttilità rinforzano la gomma, garantendole pronta risposta alle sollecitazioni di sterzata e dribbling sulla fascia. Inoltre la tortiglia in acciaio rafforza il tiro e indurisce il contrasto.

DERON SWABY (nazionale delle Bahamas),       9!

- Egregio: la sua seconda e terza partita dopo 10 anni di stop. Parte un po' spaesato contro le Pippe Middleton - forse perché schierato in un ruolo non propriamente suo - ma gli basta poco per rientrare in partita: con una baldanzosa canzone da sagra di sottofondo lo si vede fermare l'avversario, far ripartire l'azione, cercare i compagni e fare passaggi di prima intenzione. Contro il Borgodoro è solo una positiva conferma di quello che nella seconda frazione di gioco contro le Pippe aveva fatto vedere: inizia alla grande mettendo a segno un gol, anche se la maggior parte della dirigenza, presidente e capitano, erano distratti a bordo campo. Dal dialogo tra presidente e capitano si sente dire "abbiamo trovato un terzino fluidificante, tornande, alla Daniele Piombi" (cit. Oronzo Canà in L'allenatore nel pallone). Alle urla disumane che provengono da fuori campo - "Diamante" Diamante" - lui risponde con una buona prestazione. 
SWAROSKY,      8,5!


- Andri: in perfetta sintonia con lo schema a rombo che lo vuole pendolino instancabile, sale e scende senza sosta sfiorando il gol. Come fosse un geometra del comune disegna perfette triangolazioni in mezzo al campo, liberandosi dalla palla con intelligenza, come quello che fu Liverani ai tempi del Perugia. Instancabile anche fuori dal manto verde, con i suoi preziosi consigli e i suoi incitamenti, un vero e proprio calciatore-tifoso-allenatore. Contro il Borgodoro colpisce un palo che aveva già fatto gridare al gol! La foto della partita di ieri sera potrebbe essere Andri steso per terra che cerca disperatamente aria per tornare a respirare: dimostrazione questa del suo dare tutto per questa maglia.
MILITE IGNOTO, in senso buono,     8,5!


- Lori: dopo aver spiccato quattro palombe, due fagiani, un paio di faraone e qualche picion del centro, torna al gol. Ma non è un gol qualunque, è un gol di piatto, a porta vuota (rispettando la previsione di inizio gara del capitano), che mette la ciliegina sulla torta ad un'azione perfettamente orchestrata dal trio offensivo rob-capitano-lori! Roccioso in difesa e duro quanto basta nei contrasti, tanto da far volare qualche innocente mal capitato. Su sua richiesta, come i grandi giocatori che, raggiunta la tarda età arretrano la loro posizione in campo, si piazza al centro della difesa senza disdegnare però il gioco offensivo. 
KOENIGSEGG ONE, bolide dalle forme corsaiole che anticipano la “belva” contenuta in lui,   9!

- Cosi: come un guerriero romano uscito dal film il Gladiatore si immola in mezzo alla difesa a fare a sportellate con chiunque passi sul suo territorio. In queste fasi concitate - in cui volano gambe, braccia, gocce di sudore e chicche di caucciù che si liberano nell'aria, occhiatacce, spallate, spintoni - sembra di rivedere un legionario durante una campagna di conquista al nord, magari nelle foreste germaniche. Ma il nostro presidente è un elemento che, oltre alla battaglia, è in grado anche di Impostare l'azione da dietro e di farsi trovare smarcato nelle situazioni da gioco da fermo. 
Alle fasi da legionario e impostatore di gioco alterna la fase di minuziosa conquista di preziosi palloni, talvolta sradicati letteralmente dai piedi del povero Ricky Barbero. 
Come un buon artista neoclassico, riscopre l'estetica della perfezione dell'antica Grecia e dell'antica Roma e rivaluta, in chiave storico-critica, le maggiori personalità della tradizione difensiva tra cui Mark Juliano, Paolo Cannavaro, Dario Dainelli.
SGUARDO DELLA TIGRE,    9!

- Manu: all'affermazione "Manu, ma sei primo in classifica cannonieri", lui risponde "E' normale".. e lo dice con una naturalezza disarmante.. La realtà però, almeno fino a ieri sera, parlava chiaro, Manu guidava la classifica cannonieri del torneo. Contro le Pippe Middleton è un incubo e li purga per ben tre volte. E' rapido, combattivo, come se avesse montato le pile duracell fresche fresche di negozio..per farla breve, sembra l'orsetto indiavolato della pubblicità..
DURA FINO A 4 VOLTE DI PIù,      9!


- Giova: distrugge e costruisce come un antico costruttore di cattedrali medievali. Rincorre l'avversario come se gli avesse rubato la merenda o, tornando all'esempio del costruttore di cattedrali, la livella. Con la minuzia di chi cerca di rendere perfetto ogni particolare e con la potenza di chi vuole rendere il particolare perfetto ad ogni costo segna e fa segnare, tanto da ergersi, insieme a Manu, in cima alla classifica cannonieri. Un perfetto eroe da cantiere: in cui  convivono più personalità importanti, dal semplice manovale (che fa a sportellate), all'artigiano, al muratore, al lapicida o intagliatore, al carpentiere, al vetraio, allo scultore. Tutte queste personalità convivono in lui creando un equilibrio perfetto.
BENEDETTO ANTELAMI,     9!

Un grazie ai nostri tifosi che. nonostante il lavoro giornaliero, la stanchezza e altri impegni sono sempre al nostro fianco! Grazie Arianna, Chiara, Letizia, Mèèèèèèèèèèèèèr e Laura! Siete la nostra forza!
SE POTESSERO GIOCARE LORO, LO FAREBBERO,       10!


L'avventura continua longobardi, giovedì 6 ottobre ci aspetta al varco il Bradbury!

JUNTOS PODEMOS!



Il vostro Capitano!

martedì 6 settembre 2016

L'inizio..tanta roba!

Longobardi,

che bello svegliarsi al mattino e vedere che la squadra, ferma da due mesi, ha ripreso da dove aveva lasciato. Non tanto per il risultato - vittoria per 16 a 1 contro il Real Patollo - ma per il clima che si è respirato in campo e fuori. Una Longobarda affamata che dal primo minuto ha imposto il suo gioco: pressione sui portatori di palla avversari, rapida circolazione della palla, movimenti convincenti, buona amalgama tra gli attori in campo e adozione di un nuovo schema di gioco (da un 2-2, il mister ci ha fatto provare un classico rombo).
Non era facile..la Longobarda presentava 3 nuovi innesti provenienti da esperienze diverse e, solitamente, ci vuole un po' di tempo per trovare il giusto collante. Il primo test della stagione ha mostrato l'opposto, Lorenzo, Edoardo e l'Egregio sembravano far parte da sempre di questa squadra.


Ricordiamoci però che questa è solo la prima partita della stagione, un ottimo test..ma noi siamo una PROVINCIALE! Non perdiamo mai di vista questo.

Pagelle:

- Simy: appena arrivato al campo è sofferente come un omino che accompagna la moglie a fare shopping.."so stracco, non ne posso più"..poi però improvvisamente, dopo l'oblio pre gara, mette la sua tuta magica e si trasforma in super gattone!!! Poco impegnato, ma concentrato e risolutivo in alcune occasioni, si distende come il classico perugino sotto il sole di Marotta, per allontanare un paio di minacce.
IL SIMY QUAN VA ALLA GRIPHUS VA A MAROTTA,   9!

- Cosi: amici, per Cosi il 5 settembre sarà una giornata da incorniciare! I motivi possono ritrovarsi in tanti piccoli particolari che hanno contraddistinto la sua prestazione: ha giocato dal primo minuto (il morale zompa alle stelle), ha giocato nel ruolo che gli è più congeniale (direttore di tutta la difesa) e...rullo di tamburi..minuto 35 della partita..la Longobarda ha la palla su i piedi e sta giostrando il gioco sulla fascia destra all'altezza del centrocampo..il capitano scarica sull'accorrente presidente che, senza pensarci, lascia partire un missile terra aria che si infila sotto l'incrocio dei pali. La traiettoria è stata talmente perfetta che il Mèèèèèèèr sta ancora cercando di elaborare la formula senza successo! Il tiro di Così rispecchia perfettamente la legge del tiro a effetto..
Il tiro a effetto nel calcio consiste nell’imprimere col piede al pallone un moto 
rotatorio, oltre che un forte impulso di traslazione. In questo modo la traiettoria 
della sfera di cuoio può incurvarsi nell’aria, scavalcando ostacoli come una barriera 
e sorprendendo le aspettative del portiere. La spiegazione di questo effetto rimanda 
all’effetto Magnus che, a sua volta, si appella a una legge fondamentale della 
meccanica dei fluidi. Questi principi sono alla base del fenomeno della portanza. 
MAGNUS,          9!

Egregio: un pezzo di storia è tornato a casa. Era il maggio del 2006 quando ci presentò il Francy, soggetto discutibile della Pieve di campo, malato della stessa nostra malattia, quella per il calcetto. Da adolescenti, poco più che ventenni, aderimmo al progetto di fare una squadra per partecipare all'ambito torneo di Montebello. Eravamo giovani e inconsapevoli..ma sicuri di una cosa..noi ci saremmo chiamati Longobarda! Invano il Francy cercò di iscriverci sotto il nome di Magic star (traduzione del Francy "magiche stelline"). Lui, come il presidente, Giorgione e il Mèèèèèèèr era lì. Il suo ritorno viene bagnato subito dal gol, frutto di una già trovata intesa con Manu. Ancora un po' spaesato in campo, in cerca di una posizione che gli possa calzare come le nuove scarpe della lotto "Viento", che hanno cinto i suoi piedi alla meraviglia. Sicuramente potrà dare anche lui il suo contributo a questo gruppo, come ha fatto ieri sera! Nella fascia sinistra dovranno abbattersi forti folate di.. 
VIENTO,           8,5!

Lori: si posiziona, per volere del mister, sulla fascia destra e ricopre questo ruolo alla meraviglia con la sapienza di un navigato frequentatore di fasce. Come il miglior Bruno Alves sale e scende, su e giù, facendosi trovare pronto in tutte le zone del campo e trovando, nella seconda frazione di gioco, anche il tanto agognato gol! 
Dimostra una maturità tattico-calcistica e culinaria (vedi l'hamburger "carbonara" che si è mangiato nel post partita) non indifferente. E, come il collante più famoso del mondo Bostik, dopo aver spezzato l'azione avversaria e aver recuperato la palla, ricostruisce e attacca!
SIGILLANTE,         9!

Manu: tutte le volte che prende palla parte in automatico il jingle pubblicitario "sono le magiche ballerine volanti!!!"..nonostante sia dolorante ad una caviglia lotta e si imbratta del cauciù del Griphus Stadium dimostrando una forma smagliante! A giocate spettacolari alterna mostruosi intrampolamenti dovuti alle sue lunghe leve.. nel finale si fa mettere in difesa, anche se le sue principali propensioni non siano proprio quelle ma sembra cavarsela bene, più o meno come Chiellini in Israele-Italia. :D
USAIN BOLT,     9 (-5) (l'sa lui il perchè) = 4!

Giova: il suo esordio, dopo tante battaglie combattute su fronti opposti, è molto incoraggiante. Dimostra di essere quello che è sempre stato, un pericolo per le difese avversarie! Un tempo lo era anche per la nostra, lo stesso Così che di esperienza ne ha da vendere impazziva al suo cospetto. Un attaccante alla Luca Toni: caparbio, lottatore..uno che il gol se lo va a cercare..ne sono un esempio un paio di gol che si è inventato di sana pianta..peccato per il rigore calciato alla Baresi ad Usa '94!
TORO SCATENATO,        9!

Edoardo: siccome non c'è Edu, abbiamo preso Edo e gli abbiamo anche dato lo stesso numero. Giocatore completo sotto tutti i punti di vista come il grande Lothar Matthaus: parte dalla fascia per spaziare all'attacco, in difesa, a centrocampo..è ovunque!!! Un giocatore del Real Patollo confesserà sotto alla doccia: "è impossibile giocare quando trovi davanti a te un giocatore che sta su tutte le zone del campo contemporaneamente".. Giocate eleganti e passaggi a tagliare le difese avversarie..il buon Maurizio Mosca avrebbe detto.."uhmmm come gioca Edo!".
STARGATE,          9!


Mister David: il nostro Misteeeer, in procinto di dire il fatidico SI alla nostra cara Silvia, si improvvisa procuratore e mette a segno un duplice colpo di mercato, da far invidia al buon Raiola. I due giovani talenti accorsi alla corte longobarda sono stati a lungo trattati nei mesi calienti del 2016 e prelevati a parametro zero.
Ma passiamo alla gara..il solito tornado di idee..si cala perfettamente nel suo ruolo di misteeeeer e sperimenta nuove tattiche e nuovi schemi di gioco per preparare la squadra a qualsiasi stravolgimento. Il giorno dopo dichiarerà di aver visto una Longobarda tonica, entusiasta e completa! Ancora è presto per parlare, ma sicuramente insieme, uniti possiamo andare lontano!
FATIH TERIM, L'UOMO DELLA PROVVIDENZA,        9,5!

Pubblico: è sempre un piacere riiniziare e riiniziare con voi al nostro fianco ci fa sentire ancor più amati. Il greppo est c'è sempre! Grazie!

Amici longobardi,

JUNTOS PODEMOS!






Forza Longobarda!





Il vostro capitano!

lunedì 5 settembre 2016

La fine porta sempre ad un riinizio

Longobardi,

è passato un po' di tempo dall'ultima volta che ho scritto su questo blog. Vi chiedo scusa, purtroppo ho avuto tanti impegni improrogabili.

A luglio ci siamo aggiudicati il terzo posto all'azza cup, rinomato torneo del nostro amico Alessandro. Questo non ci ha pesato, anzi ricordo perfettamente i sorrisi di tutti. La sera della finalina è stata una vera e propria festa in campo e fuori. La vittoria sul Real Patollo, con problemi di numero, è stata abbastanza netta..ma questo non è importante. La cosa più bella è stata lo stare insieme e divertirsi.

Adesso però siamo a settembre e si riinizia.
L'estate è stata fruttuosa per il mercato longobardo: si è detto un arrivederci a Edu (nostro gioiello per qualche anno), e si è dato invece un benvenuto a 2 giovani pupilli e ad un veterano. Due Bad Boys - Edoardo e Lorenzo - ormai amici e più volte affrontati nelle gare tese e combattute al Griphus Stadium, sono entrati a far parte dell'organico longobardo rinforzandolo notevolmente. La vecchia conoscenza longobarda era presente 10 anni fa quando fu fondata la squadra, e risponde al nome di Egregio, o Diamante (per il suo tiro a curvare e per l'estro improvviso che più volte ha colpito il pubblico pagante).

Con i presupposti di sempre, stare insieme e divertirsi, la stagione riinizia!

Si riinizia da dove si è chiuso a luglio e contro la stessa squadra!


Benvenuti ai nuovi arrivati e ben trovati ai longobardi di sempre!


Buon inizio Longobardi!



JUNTOS PODEMOS!






Il vostro Capitano!

GLI ULTRAS LONGOBARDI

GLI ULTRAS LONGOBARDI